domenica 31 agosto 2008
Salso Maggiore Terme Elezione di Miss Italia 9 settembre 2008
Il 9 settembre alle ore 18 con un lancio di Manifestazione alle Terme di Salsomaggiore la Squadra femminile di Paracadutismo del C.S.E. Centro Sportivo Esercito rappresenterà le Donne nello Sport e nella vita Militare
Nella 1^immagine la Squadra che ha partecipato ai Campionati Italiani Assoluti 2008 a Pavullo nel Frignano MO con ottimi risultati 2° e 3° posto. Dietro il Comandante del CSE Col. Mencheraglia
Da Ares Agenzia di Notizie Intervista Cappellari (Fondazione della RSI)
Si allega intervista apparsa su "Il Tempo" giovedì 28 agosto 2008.
Si raccomanda la massima diffusione.

Roberto Scossone
A quattro anni dall'eccezionale ritrovamento nel leonessano di ossa umane. probabili resti di una esecuzione all'epoca della Seconda Guerra Mondiale. arriva lo sfogo del ricercatore Pietro Cappellari che. da quel giorno. chiede ancora risposte alla Procura di Rieti.
Era il 26 agosto dei 2004 quando una spedizione archeologica guidata dal professor Mario Polla e da Cappellani rinvenne. nei pressi della Torre di Fuscello. in una presunta fossa comune. delle ossa umane e il bossolo di un'arma oltre ai segni evidenti di raffiche di mitragliatrice su un muro. autorizzando l'ipotesi di un'esecuzione sommaria. Avendo tutti i caduti avuto degna sepoltura eccetto quattro giovani appartenenti alla Repubblica sociale italiana il professor Cappellari (ricercatore della Fondazione Rsi) ipotizzò che fossero i resti di Guadagnoli. Corretti. Francescucci e Degli, i combattenti della Rsi fucilati nel leonessano.
Però dopo l'apertura del fascicolo d'inchiesta da parte della Procura, Il professore non ha avuto ohi notizie tanto da incaricare l'avvocato Alberto Pini per conoscere lo status dell'inchiesta venendo cosi a sapere che il 15 dicembre del 2004 (appena quattro mesi dopo) Gip Gianluca Soana aveva archiviato il fascicolo per «fatto privo di attuale rilevanza penale dal momento che è risalente alla seconda guerra mondiale ed é quindi impossibile individuarne i responsabil».). Inoltre. qualora le ossa fossero davvero dei quattro combattenti della Rsi sarebbero dovute essere tumulare in un sacrario militare mentre sono state seppellite nel Cimitero di Leonessa come quelle di civili non identificati.
Il ricercatore CarpeIlari: -A nessuno interessa conoscermi l’appartenenza
«Non dovevano essere sepolte nel cimitero civile»
Dopo quattro anni brucia ancora non conoscere la verità e soprattutto vedere l'indifferenza delle istituzioni. «Ricordo che fu l'evento mediatico dell'anno - spiega il ricercatore Pietro Cappellari - amministratori e politici tutti in prima linea, giornalisti che chiedevano interviste. conferenze stampa, e poi tutti si sono fatti indietro. Non riesco a capire perché. Fa male vedere che a nessuno interessa conoscere la verità. E poi ancora: « Quelle ossa potrebbero essere di combattenti della
Rsi come del comandante partigiano Mario Lupo oppure di una ragazza di Polino fucilata in quella zona. Prima di passare alla tumulazione in un cimitero civile occorreva fare delle verifiche».
Intanto a fine anno Cappellari pubblicherà una dettagliata trilogia sulla guerra civile nell'Appennino Umbro-Laziale con un volume interamente dedicato a Rieti e provincia.
R. B.
Si raccomanda la massima diffusione.

Ossa umane senza nomi
Una verità ancora scomoda
Leonessa Archiviata l'inchiesta. La tesi degli archeologi:
«Potrebbero essere resti di caduti durante la Resistenza»
Una verità ancora scomoda
Leonessa Archiviata l'inchiesta. La tesi degli archeologi:
«Potrebbero essere resti di caduti durante la Resistenza»
Roberto Scossone
A quattro anni dall'eccezionale ritrovamento nel leonessano di ossa umane. probabili resti di una esecuzione all'epoca della Seconda Guerra Mondiale. arriva lo sfogo del ricercatore Pietro Cappellari che. da quel giorno. chiede ancora risposte alla Procura di Rieti.
Era il 26 agosto dei 2004 quando una spedizione archeologica guidata dal professor Mario Polla e da Cappellani rinvenne. nei pressi della Torre di Fuscello. in una presunta fossa comune. delle ossa umane e il bossolo di un'arma oltre ai segni evidenti di raffiche di mitragliatrice su un muro. autorizzando l'ipotesi di un'esecuzione sommaria. Avendo tutti i caduti avuto degna sepoltura eccetto quattro giovani appartenenti alla Repubblica sociale italiana il professor Cappellari (ricercatore della Fondazione Rsi) ipotizzò che fossero i resti di Guadagnoli. Corretti. Francescucci e Degli, i combattenti della Rsi fucilati nel leonessano.
Però dopo l'apertura del fascicolo d'inchiesta da parte della Procura, Il professore non ha avuto ohi notizie tanto da incaricare l'avvocato Alberto Pini per conoscere lo status dell'inchiesta venendo cosi a sapere che il 15 dicembre del 2004 (appena quattro mesi dopo) Gip Gianluca Soana aveva archiviato il fascicolo per «fatto privo di attuale rilevanza penale dal momento che è risalente alla seconda guerra mondiale ed é quindi impossibile individuarne i responsabil».). Inoltre. qualora le ossa fossero davvero dei quattro combattenti della Rsi sarebbero dovute essere tumulare in un sacrario militare mentre sono state seppellite nel Cimitero di Leonessa come quelle di civili non identificati.
Il ricercatore CarpeIlari: -A nessuno interessa conoscermi l’appartenenza
«Non dovevano essere sepolte nel cimitero civile»
Dopo quattro anni brucia ancora non conoscere la verità e soprattutto vedere l'indifferenza delle istituzioni. «Ricordo che fu l'evento mediatico dell'anno - spiega il ricercatore Pietro Cappellari - amministratori e politici tutti in prima linea, giornalisti che chiedevano interviste. conferenze stampa, e poi tutti si sono fatti indietro. Non riesco a capire perché. Fa male vedere che a nessuno interessa conoscere la verità. E poi ancora: « Quelle ossa potrebbero essere di combattenti della
Rsi come del comandante partigiano Mario Lupo oppure di una ragazza di Polino fucilata in quella zona. Prima di passare alla tumulazione in un cimitero civile occorreva fare delle verifiche».
Intanto a fine anno Cappellari pubblicherà una dettagliata trilogia sulla guerra civile nell'Appennino Umbro-Laziale con un volume interamente dedicato a Rieti e provincia.
R. B.
giovedì 28 agosto 2008
Comitato Onoranze Caduti di Rovetta
COMITATO ONORANZE CADUTI DI ROVETTA
Sansepolcro, 24 Luglio 2008
Sansepolcro, 24 Luglio 2008
Gentile Camerata,
il presente Comitato, tenendo conto del desiderio del Gruppo Reduci della Legione ‘M’ d’Assalto Tagliamento e del suo Presidente Sig. Gregorio Misciattelli, nonchè d’altri reduci, organizza per il giorno 7 Settembre 2008 la seconda visita alla Tomba dei Caduti di Rovetta, nel Cimitero del Verano di Roma, dove si conservano i Loro resti mortali.
Si tratta della seconda edizione della iniziativa che, dopo il successo della prima visita del Settembre dello scorso anno, mira a dare ai Caduti di Rovetta due momenti commemorativi annui, uno a Rovetta in primavera e uno a Roma in autunno.
Siamo lieti, quindi, di invitarti a essere presente a questo appuntamento importante, che ci permette di ritrovarci per visitare ed onorare insieme i nostri giovanissimi Martiri sul luogo dove i loro corpi giacciono, e dove sarà per Loro celebrata la Santa Messa, e impartita la Santa Benedizione.
Ti alleghiamo il Programma della Visita, e nell’attesa di incontrarti, ti salutiamo romanamente
Franco Mandelli
Presidente Comitato Onoranze
per i Caduti di Rovetta
Presidente Comitato Onoranze
per i Caduti di Rovetta
Comitato Onoranze Caduti di Rovetta
COMMEMORAZIONE DEI CADUTI DI ROVETTA
2^ Visita alla Tomba nel Cimitero del Verano di Roma
Roma, 7 Settembre 2008
P R O G R A M M A
Ore 10, 30
Incontro all’ingresso secondario del Cimitero del Verano nel Piazzale delle Crociate (poco prima della Tangenziale).
Ore 11,00
Visita alla Tomba dei Caduti di Rovetta dove, alle ore 11,30, verrà celebrata da Padre Massimo, Parroco della Chiesa Sacrario di tutti i Caduti, la Santa Messa in suffragio dei Martiri, ed impartita la Santa Benedizione.
Ore 13,30
Pranzo.
Ore 16,00
Eventuali comunicazioni e commiato
Riferimenti
Per altre informazioni, prenotazioni del pernottamento di sabato sera 6 Settembre 2008 e per il pranzo di domenica 7 Settembre 2008 rivolgersi a:
Paolo Piovaticci, Tel. e Fax 0575 733412, cell. 335 5280754
oppure a:
Hotel New Gemini (Sig. Alex) Tel. 06 44291143, Fax 06 44242623
facendo riferimento al GRUPPO TAGLIAMENTO
Attenzione
Si prega gentilmente di dare conferma della propria adesione entro il 24 Agosto 2008.
Si prega gentilmente di dare conferma della propria adesione entro il 24 Agosto 2008.
Etichette:
News,
per non dimenticare
Associazione Nazionale Cadutie Dispersi della RSI Delegazione Provinciale di Genova
L' Ass. Nazionale delle Famiglie dei Caduti e dei Dispersi della RSI,
con la presente, Vi invia formale invito alla Cerimonia Commemorativa del sacrificio dei 29 militari RSI trucidati il 15 settembre 1944 in località Erchi a Vigoponzo frazione di Dernice (AL).Con la speranza di incontrarVi numerosi.Ass. Naz. Famiglie Caduti e Dispersi della R.S.I.Delegazione Provinciale di Genova C. P. 5261 16155- Genova Pegli
I percorsi di 29 soldati della R.S.I. di diversa provenienza si sono indissolubilmente fusi con la memoria di queste colline in una giornata di fine estate il 15 settembre 1944.
Quì le loro giovani esistenze hanno incontrato la storia. Il loro ultimo sguardo ha abbracciato la dolcezza di questo paesaggio lo sguardo sgomento degli abitanti li ha accarezzati ed è nel ricordo di un bambino allora undicenne e in una fossa mai più’ richiusa nel bosco vicino.
(Dicitura della lapide posta nel Cimitero di Vigoponzo)
Caduti
X^ MAS Risoluti Balleani Armando Gatti Giovanni, Salvaterra Vittorio Beltrami
GNR 625°C.P. Otello Ghiggini, Domenico,Toni Francesco, Catellani Giacomo Mentasti Cesare, Di Terlizzi Michele, Ceccotti Luciano, Mino Walter, Roveta Paolo, Ciacca Fava Alvaro,Pasquali Carlo, Storace Andrea, Corfini Redento,Pasquenti Carlo,Rivera Angelo
Esercito Galifi Gaetano,Russo Giuseppe e nove militari RSI di cui, ancora, non conosciamo i nomi e il reparto di appartenenza.
=================================================================== Domenica - 14 settembre 2008 - ore 11 Vigoponzo (fraz. di Dernice - AL)
Cimitero Comunale S. Messa nel ricordo di 29 militari della Repubblica Sociale Italiana qui trucidati il 15 settembre 1944. ore 10 - Ritrovo uscita casello autostradale di Vignole Borberaore 11 - Vigoponzo - S. Messa presso il locale Cimitero.
Onore ai Caduti con la deposizione di una corona d'alloro sulla targa commemorativa. e sul cippo eretto sul luogo dell’eccidio.
Autostrada A7 - uscita a Vignole Borbera, dirigersi in direzione Rocchetta Ligure, giunti a Pertuso, procedere in direzione Dernice sino al cimitero di Vigoponzo dove si svolgerà la cerimonia.
La verità troppo spesso soffre, ma non muore mai.
Veritatem laborare nimis saepe... exstingui numquam.
mercoledì 27 agosto 2008
Istitut www.fondazionersi.org www.istitutostoricorsi.org
SEMINARIO DI STUDI STORICI 2008
Sabato 6 settembre 2008
(ore 10:00)
MOVIMENTI FASCISTI IN EUROPALezione di Massimo Zannoni
Sabato 6 settembre 2008
(ore 15:00)
IL PENSIERO DEL DUCELezione di Giuseppe Cancemi
Domenica 7 settembre 2008
(ore 10:00)
LA POLITICA ARABA DEL FASCISMOLezione di Stefano Fabei
Internal Virus Database is out of date.
Checked by AVG - http://www.avg.com
Version: 8.0.138 / Virus Database: 270.5.2/1562 - Release Date: 19/07/2008 14.01
giovedì 21 agosto 2008
Fwd:Afghanistan: un'estate in trincea ogni giorno su Radio24
----- Original Message -----
From: "Gianni Pase"
From: "Gianni Pase"
Sent: Monday, August 18, 2008 8:35 PM
Subject: Fw: Fwd:Afghanistan: un'estate in trincea ogni giorno su Radio24
>> Original Message >> From: <Basco.Grigioverde@libero.it>>>
Sent: Wednesday, August 06, 2008 8:24 PM>>
Subject: Fwd:Afghanistan: un'estate in trincea ogni giorno su Radio24>>>>>>
Da lunedì a venerdì alle 7 del mattino (ora italiana) vado in onda su>> Radio 24 con un collegamento dall'Afghanistan. Salvo problemi>> logistici o di sicurezza. Adesso sono con i marines nel sud del paese>> e nella seconda metà di agosto mi sposterò nell'Afghanistan>> occidentale con i soldati italiani. I collegamenti dovrebbero>> apparire anche sul mio sito http://www.faustobiloslavo.com/ e pure su quello>> de Il Foglio.
Se volete fate girare questo messaggio a chi può essere>> interessato al conflitto afghano, durante un agosto vacanziero in>> Italia.>>>>
Salutoni a tutti dal fronte afghano>>
Fausto>> >
Grazie Fausto per questa informazione, come ben sai questo spazio è a tua completa disposizione
Basco Grigioverde
venerdì 15 agosto 2008
X°TROFEO CITTA' DI PAVULLO 1°MEMORIAL ARIODANTE MAZZACURATI
X° TROFEO CITTÀ DI PAVULLO
1°MEMORIAL ARIODANTE MAZZACURATI
International Accuracy Competition
Pavullo 22-24 Agosto 2008
L’Aero Club di Pavullo e l’A.S.D. “Scuola Nazionale di Paracadutismo” Pavullo, in collaborazione con la F.I.Pa.S. e la Sezione A.N.P.d’I. di Modena organizzano presso l’Aeroporto di Pavullo nel Frignano il “X° Trofeo Città di Pavullo e il “1° Memorial Ariodante Mazzacurati”
Gara internazionale di Precisione in Atterraggio a Squadra e Individuale.
PROGRAMMA e TEMPI
Venerdì - Sabato 22-23 Agosto 2008
21-08-2008 Ore 08.00 - Apertura Verifica Documenti e Iscrizioni
21-08-2008 Ore 09.00 - Ore 12.00 Lanci di allenamento fino a Tramonto
21-08-2008 Ore 13.00 - Chiusura Iscrizioni
22-08-2008 Ore 09.00 - Ore 13.00 Lanci di allenamento secondo svolgimento
22-08-2008 Ore 13.30 - Briefing Capi Squadra e lancio Derivometro
22-08-2008 Ore 14.30 - Inizio Competizione fino Tramonto
23-08-2008 Ore 08.00 - Ripresa Competizione fino TramontoDomenica
24 Agosto 200824-08-2008 Ore 08.00 Ripresa competizione
24-08-2008 Ore 14.30 Termine Competizione e Premiazione
ORGANIZZAZIONE
Aero Club Pavullo
via L.Teichfuss,6
41026Pavullo nel Frignano
Tel/fax 0536 – 324613
e-mail info@aeroclubpavullo.it A.S.D. Scuola Nazionale di Paracadutismo Pavullo
e-mail info@aeroclubpavullo.it A.S.D. Scuola Nazionale di Paracadutismo Pavullo
C.P. 47 – 41026 Pavullo nel Frignano ( Mo )
e-mail mario.mazzacurati@libero.it
e-mail mario.mazzacurati@libero.it
F.I.Pa.S.
e-mail postmaster@fipas.it
e-mail postmaster@fipas.it
INDICAZIONI UTILI
L’Aeroporto è situato a sud di Modena, circa 45 Km., si raggiunge seguendo la S.S.12, raggiunto la città di Pavullo è a sud sulla S.S.12 lato destro. Nella zona aeroportuale è possibile campeggiare, usufruire di docce e servizi igenici e Ristorazione In zona ci sono vari Hotel, Bed en Breakfast, Agriturismo ( a tal proposito essendo una località turistica è consigliata la prenotazione per tempo). L’organizzazione non esegue prenotazioni. Su richiesta è possibile fare lanci di allenamento fin dall’inizio della settimana.
REGOLAMENTO GENERALE DELLA GARA
Località Aeroporto di Pavullo.
Date 21-22-23-24 Agosto 2008. Specialità Precisione in atterraggio di paracadutismo sportivo. Regolamento
Date 21-22-23-24 Agosto 2008. Specialità Precisione in atterraggio di paracadutismo sportivo. Regolamento
Sarà applicato il Codice Sportivo F.A.I. ultima edizione.Regolamento Particolare
1.) La competizione sarà condotta, dal Direttore di gara, secondo le norme vigenti del Codice Sportivo F.A.I. e subordinato allo specifico Regolamento del Campionato Nazionale discipline classiche e lavoro a paracadute aperto.
2.) Per l’assegnazione del Trofeo e del Memorial saranno definiti il primo piazzamento (vincitore) delle rispettive classifiche a squadra e individuale.
3.) La classifica di squadra sarà determina dalla somma di tutte le prestazioni dei competitori componenti la squadra (5, gara senza scarto della peggiore prestazione).
4.) Per la determinazione della “start list” e l’inversione della classifica prevarrà il Campionato Italiano a squadre.
Lanci 10 Manche (validità minima V° manche completata) Aeromobile Aereo 5 Posti Cessna 206 e Aereo 10 Posti Pilatus Porter
Quota di Lancio1.000 mt. abbassabile a 900 mt, anche manche durante, come da CS F.A.I. Sistema di Misurazione Elettronico con centro da 2 cm. Costo Iscrizione € 170,00 (compresi 10 lanci) a Competitore - € 850,00 a Squadra Lanci non effettuati Rimborso lanci non effettuati € 8,50 a lancio Reclami Accompagnati dalla somma di € 100.00; detta somma sarà trattenuta o restituita a termine di regolamento. In caso di mancata restituzione sarà, a cura dell’organizzatore, devoluta in beneficenza.
Rejumps e Spareggi € 17,00 Cadauno, se non causati dalla organizzazione. Classifiche e Assegnazione Trofeo e Memorial.
Classifica generale a Squadra e generale Individuale. Il X° Trofeo “ Città di Pavullo” sarà assegnata alla squadra 1° in classifica generale.
Il 1° Memorial “Ariodante Mazzacurati” sarà assegnato al primo classificato della classifica individuale generale.
A discrezione dell’organizzatore dell’evento possono essere disposte specifiche classifiche e/o premiazioni aggiuntive alle sopramenzionate.Data l’unicità della competizione caratterizzata dal particolare sentimento che lega l’organizzatore al 1° Memorial e al particolare attaccamento alla città di Pavullo, sarà fatta riserva di stabilire la “ratio” per l’assegnazione del Trofeo e del Memorial nelle competizioni future.
Iscrizioni
Le iscrizioni dovranno pervenire entro il 21 Agosto 2008 ore 13,00 tramite e-mail a mario.mazzacurati@libero.it o tramite fax 0536 – 324613.
Le iscrizioni dovranno pervenire entro il 21 Agosto 2008 ore 13,00 tramite e-mail a mario.mazzacurati@libero.it o tramite fax 0536 – 324613.
Documentazione I concorrenti dovranno essere in possesso di:
Licenza di Paracadutista
Polizza Assicurativa
Visita Medica
Libretto paracadute di emergenza
Licenza F.A.I. (tutto in corso di validità)
SCHEDA DI ISCRIZIONE
Nome e Cognome
Squadra di appartenenza
Luogo di nascita
Data di nascita
Indirizzo Città Cap Paese
E-mail Telefono
Professione
Stato Civile Figli
Discipline paracadutistiche praticate
Dall’anno
Numero lanci
Tipo di paracadute
Partecipazioni a Campionati
Titoli vinti
Scuola Nazionale di Paracadutismo Pavullo
DISCIPLINE CLASSICHE E FORMAZIONIA PARACADUTE APERTO1.) Generalità. Il Campionato d’Italia di discipline classiche e formazioni a paracadute aperto si svolgerà, su delega dell’Aero Club d’Italia in unica soluzione, a Pavullo nel Frignano (MO) nel periodo 21 – 24 agosto 2008.
2.) Articolazione eventi.
Il Campionato Nazionale inizierà con la conferenza dell’Organizzatore, coadiuvato dal Direttore di Gara e all’eventuale presenza del delegato Rappresentante del paracadutismo sportivo, alle ore 13,30 di giovedì 21 agosto. A cui seguiranno, la presentazione del collegio giudicante e relativo/i Capo/i giudice delle rispettive discipline, i briefing tecnici con tutti gli adempimenti del caso (certificazione apparecchiature, sorteggi, ecc.). In fase operativa l’articolazione degli eventi, di seguito, sarà disciplinata dal DG affinché siano garantiti in ogni evento le prestazioni massime previste in programma, o comunque possibili, compatibilmente alla situazione generale e del momento. A beneficio di tale obiettivo, se ritenuto opportuno possono essere dilazionate in tempi più ampi le singole discipline, fatto salvo l’orario di fine gara già disciplinato dal regolamento della Federazione Aeronautica Internazionale (FAI). E’ data facoltà all’organizzatore di consentire lanci a titolo scolastico, manifestativi e/o di allenamento, nell’intero periodo del C.I..Il DG supporterà eventuali richieste e disciplinerà convenientemente.
3.) Località e Programma
La Competizione si svolgerà dal 21 agosto 2008 al 24 agosto 2008 sull’ Aeroporto di Pavullo nel Frignano (MO).
21 08.2008 ore 08:00 Apertura Iscrizioni, verifica Documenti.
21.08.2008 ore 09:00 Lanci allenamento fino al tramonto. 21.08.2008 ore 13,30 Chiusura iscrizioni; Conferenza iniziale del C.I.; Briefing tecnico e inizio C.I (formazioni a paracadute aperto / stile).
Tramonto termine giornata e Meeting del D.G.
22.08.2008 ore 08,00 Meeting del D.G.; Capi Squadra e proseguimento lanci di competizione
Tramonto termine giornata e Meeting del D.G.ore 13,30 Meeting del D.G. e Capi Squadra e inizio C.I. (Precisione) fatto salvo N.B. punto 11
Tramonto termine giornata e Meeting del D.G.ore 13,30 Meeting del D.G. e Capi Squadra e inizio C.I. (Precisione) fatto salvo N.B. punto 11
23.08.2008 ore 08.00 Meeting del D.G.; Capi Squadra e proseguimento lanci di competizione Tramonto termine giornata e Meeting del D.G..
24.08.2008 ore 08.00 Meeting del D.G.; Capi Squadra e proseguimento lanci di competizione.
24.08.2008 ore 14:30 Termine Competizione e premiazione. N.B.
Verosimilmente, come nelle precedenti edizione del C.I., le discipline di Formazione a Paracadute Aperto e Stile termineranno prima del termine gara previsto in programma, in quel caso potrà essere anticipata la chiusura e la relativa premiazione delle formazioni a paracadute aperto e, a ragion veduta, potrà iniziare Campionato italiano di precisione. 4. Disposizione per i concorrenti Documenti A. Licenza di Paracadutista in corso di validità;B. Polizza assicurativa in corso di validitàC. Libretto del paracadute di emergenza in corso di validitàD. Licenza F.A.I. in corso di validità.Ogni Capo squadra dovrà sottoscrivere una dichiarazione attestante la regolarità della documentazione in possesso ai componenti della squadra, nonché la conoscenza di tutte le disposizioni emanate dalla direzione di gara in merito alle normative aeroportuali. 5. Regolamento Sarà applicato il Regolamento F.A.I. 2008. Lanci di gara:Stile: Nr. 5 lanci per tutti i competitori (un numero minimo di round per una prova valida è 1.) Precisione a Squadre : nr. Otto (8) lanci di squadra validi per la classifica di precisione individuale. (un numero minimo di round per una prova valida è 5 ) Precisione Individuale: nr. 10 lanci ( un numero minimo di round per una prova valida è 5 ). Il lancio di semi-finale sarà effettuato dai primi dieci (10) concorrenti maschili piazzati dopo gli 8 lanci di squadra completati Il lancio di finale sarà effettuato dai primi cinque (5) concorrenti maschili piazzati dopo il lancio di semi-finale. Per le concorrenti femminili non si applicano i cancelli di semifinale e finale Quota di lancioStile. la quota è fissata a 2.200 mt. sul livello del suolo. Precisione: la quota è fissata a 1.000 mt sul livello del suolo riducibili a 900 mt manche durante Re-jumpI re-jump di stile non dipendenti da problemi organizzativi e/o condizioni meteo avverse sono a carico dei concorrenti al prezzo di € vedi Bollettino n°1I re-jump di precisione non dipendenti da problemi organizzativi e/o condizioni meteo avverse sono a carico dei concorrenti al prezzo di € vedi Bollettino n°1I lanci di spareggio sono a carico dell’Organizzazione.I lanci di stile non effettuati saranno rimborsati nella misura di € vedi Bollettino n°1 ciascuno.I lanci di precisione non effettuati saranno rimborsati nella misura di € vedi Bollettino n°1. 6. Regole specifiche.
1.)Il Regolamento di riferimento dell’evento è il FAI ultima edizione a cui si sovrappone il presente per gli adattamenti e varianti ritenuti opportuni per calibrare l’evento alle specifiche esigenze nazionali.
2.)Le classifiche dell’intero evento sono finalizzate all’assegnazione dei Titoli di Campione Nazionale Assoluti e di Categoria, a squadra e individuale.
3.) Per promuovere specifiche classifiche sono necessari almeno tre (3) atleti/e inscritti. In deroga a questo principio se detto numero non fosse raggiunto sarà redatta la Classifica Generale nella quale confluiranno tutti i competitori, senza discriminazione di sesso o età.
4.) Qualora si verificasse la condizione al p. 3, nella classifica di Combinata saranno inseriti solamente i competitori inscritti alle due discipline (precisione e stile) e che realmente abbiano svolto almeno un lancio giudicato per disciplina; i lanci non eseguiti saranno valutati con la massima penalità (16 cm o 16 sec.).
5.) La classifica di combinata, qualora sussistesse la condizione al p. 3, sarà data dall’estrapolazione del piazzamento relativo alla classifica generale sommato a quello del piazzamento nella classifica specifica.
6.)Compatibilmente con le disponibilità organizzative del momento sarà concesso un lancio di prova alle coppie / squadre inscritte nel Campionato di formazioni a paracadute aperto.
7.) Non sono previsti lanci di prova ufficiali nelle discipline di stile e precisione di atterraggio. Si intendono per ufficiali quelli da giudicare a premessa della competizione.
8.) Il lancio di finale (il 5°) nella disciplina di stile sarà esteso a tutti i competitori iscritti. Il programma (gruppo) di quest’ultimo, sarà a discrezione di ogni competitore.
9.) Il centro del bersaglio è di 2 cm di diametro, sia per il C.I., sia per le gare del Trofeo “Citta di Pavullo” e “1° Memorial Mazzacurati”. 10. Nei lanci di precisione di spareggio, di definizione classifica e re-jump sarà utilizzato il centro di 2 cm di diametro. 7.
Reclami
I reclami dovranno essere presentati in conformità a quanto previsto dal Codice Sportivo F.A.I. accompagnati da una somma di € 100,00 che verrà restituita a reclamo accettato. 8. Documentazione certificativa del Campionato Italiano. Al termine del Campionato Italiano sarà redatta completa documentazione attestante gli eventi da sottoporre all’assenso (omologazione) degli organi Centrali. Il Direttore di Gara assicurerà una conduzione diligente perché siano assicurati gli obiettivi preposti conformemente alle norme F.A.I. e al presente specifico regolamento. 9. Quote di iscrizione Vedi Bollettino n°1 10. Prenotazione ed iscrizione Termine utile per la presentazione dell’iscrizione: 21 agosto2008 ore 13,00La prenotazione può essere effettuata: 11. N.B. Il Direttore di Gara, in accordo con l’Organizzazione può apportare modifiche al sudetto programma.
ORGANIZZAZIONE e ISCRIZIONI Aero Club Pavullo
Via L.Teichfuss, 6 -
41026 Pavullo nel Frignano
Tel/fax 0536 – 324613 e-mail info@aeroclubpavullo.it A.S.D. Scuola Nazionale di Paracadutismo Pavullo
C.P. 47 – 41026 Pavullo nel Frignano (Mo)
F.I.Pa.S. e-mail postmaster@fipas.it
CAMPIONATO ITALIANO FORMAZIONI PARACADUTE APERTOF.P.A.
(Sequential a due) Pavullo nel Frignano (MO)21 – 24 agosto 2008
La competizione sarà condotta sotto l’autorità garantita dell’Ae.C. d’Italia in rispetto al R.S.N., in accordo con le norme del Codice Sportivo FAI, Sez. Gen. e Sez.5 come approvato dall’IPC e convalidato dalla FAI per il 2008. 1. Località e Programma La Competizione di formazioni a paracadute aperto si svolgerà dal 21 al 24 agosto 2008 sull’ Aeroporto di Pavullo nel Frignano. Qualora la gara si concludesse anticipatamente, compatibilmente alla situazione organizzativa e di direzione di gara del momento, potrà dichiararsi conclusa e succeduta dalle relative premiazioni.
21 08.2008 ore 08:00 Apertura Iscrizioni e verifica Documenti
21.08.2008 ore 13,30. Chiusura iscrizioni; Conferenza iniziale del C.I.; Briefing tecnico e inizio C.I (formazioni a paracadute aperto / stile). Tramonto termine giornata e Meeting del D.G.
22.08.2008 ore 08,00 Meeting del D.G.; Capi Squadra e proseguimento lanci di competizione.
Tramonto termine giornata e Meeting del D.G..
23.08.2008 ore 08.00 Ripresa lanci di competizione fino al tramonto.
24.08.2008 ore 08.00 Ripresa lanci di competizione
24.08.2008 ore 14:30 termine Competizione e premiazione
N.B. Il Direttore di Gara, in accordo con l’Organizzazione, può apportare modifiche al suddetto programma
2.) Disposizione per i concorrenti Documenti
E. Licenza di Paracadutista in corso di validità
F. Polizza assicurativa in corso di validità
G. Libretto del paracadute di emergenza in corso di validità
H. Licenza F.A.I. in corso di validità.Ogni Capo squadra dovrà sottoscrivere una dichiarazione attestante la regolarità della documentazione in possesso ai componenti della squadra, nonché la conoscenza di tutte le disposizioni emanate dalla direzione di gara in merito alle normative aeroportuali.
3.) Regolamento Sarà applicato il Regolamento F.A.I. 2008. Le riprese verranno effettuate tramite sistema di telecamera da terra. Lanci di gara:Prova Sequential a 2 ; 8 lanci +1 lancio di provaIl numero minimo di round per una prova valida è 1 Quota di lancioLa quota è fissata a 1.850 (~6.000 ft) sul livello del suolo per un tempo di lavoro di 60 sec.. Re-jumpI re-jump non dipendenti da problemi organizzativi e/o condizioni meteo avverse sono a carico dei concorrenti nella misura di € vedi Bollettino n°1.I lanci non effettuati saranno rimborsati nella misura di € vedi Bollettino n°1. 4. ReclamiI reclami dovranno essere presentati in conformità a quanto previsto dal Codice Sportivo F.A.I. accompagnati da una somma di € 100,00 che verrà restituita a reclamo accettato. 5. Prenotazione ed iscrizioneTermine utile per la presentazione dell’iscrizione:
21 agosto2008 ore 13,00 La prenotazione può essere effettuata:
ORGANIZZAZIONE e ISCRIZIONI Aero Club Pavullo
Via L.Teichfuss, 6
41026 Pavullo nel Frignano
Tel/fax 0536 – 324613
e-mail info@aeroclubpavullo.it A.S.D. Scuola Nazionale di Paracadutismo Pavullo
C.P. 47 – 41026
Pavullo nel Frignano (Mo)
e-mail mario.mazzacurati@libero.it
F.I.Pa.S.
e-mail postmaster@fipas.it
6.) Quote di iscrizione Vedi Bollettino n°1. Il Direttore di Gara, in accordo con l’Organizzazione, può apportare modifiche al suddetto programma
BOLLETTINO n° 1 Listino dei Prezzi Lanci di Allenamento Lancio di Formazione a Paracadute Aperto ( almeno 4 Atleti ) € 28,00 cad. 1850 mt. Lancio di Stile decollo completo ( almeno 4 Atleti ) € 42,00 cad. 2200 mt. Lancio di Precisione decollo completo ( almeno 5 Atleti ) € 15,50 cad. 1000 mt. Listino dei Prezzi Lanci di Gara Lancio di Formazione a Paracadute Aperto € 30,00 cad. / lancio Lancio di Stile € 45,00 cad. / lancio Lancio di Precisione € 17,00 cad. / lancio Listino dei Prezzi Lanci di Gara a Squadra C.I. e Trofeo Lancio di Formazione a Paracadute Aperto (8+1 lanci) 2 Concorrenti € 540,00 Squadra Lancio di Stile individuale 1 Concorrente (5 lanci) € 225,00 Atleta Lancio di Precisione Squadra (10 lanci) 5 Concorrenti € 850,00 Squadra Listino dei Prezzi Lanci di Re-Jump Lancio di Formazione a Paracadute Aperto € 30,00 cad. / lancio Lancio di Stile € 45,00 cad. / lancio Lancio di Precisione non Effettuati Resi Lancio di Formazione a Paracadute Aperto € 15,00 cad. / lancio Lancio di Stile € 23,00 cad. / lancio Lancio di Precisione € 8,50 cad. / lancio Bollettino n°2 REGISTRATION FORM
Campionato Discipline Classiche Pavullo 2008 Pavullo - Aeroporto “G.Paulucci”August
21 – 24 2008
NOME SQUADRA :....................................................................................
DISCIPLINA :…………………………………………………………………………………………………
ATLETI SQUADRA:
6. .....................................................................................................
7. .....................................................................................................
8. .....................................................................................................
9. .....................................................................................................
10. .....................................................................................................
INDIRIZZO SQUADRA .................................................................................
.................................................................................
Tel. ...........................................................................
E-mail .......................................................................
CAPO SQUADRA :………………………………………………………………….
Bollettino n°3 SCHEDA DI ISCRIZIONE
Nome e Cognome
Squadra di appartenenza
Luogo di nascita
Data di nascita
Indirizzo
Città Cap
Paese
E-mail
Telefono
Professione
Stato Civile
Figli
Discipline paracadutistiche praticate Dall’anno
Numero lanci
Tipo di paracadute
Partecipazioni a Campionati
Titoli vinti
BOLLETTINO n° 4 Alloggiamento Presso l’aeroporto è possibile usufruire di aree per campeggio e/o piazzole per camper o roulotte.Per la prenotazione di alberghi, che sarà a carico di ogni concorrente e/o accompagnatore, alleghiamo l’elenco degli alberghi ubicati nei dintorni dell’aeroporto: Dove Dormire e Mangiare :
Alberghi
Hotel Corsini ***
Via Giardini 121 Tel – Fax 0536 20130
Ferro di Cavallo***
Via Bellini 4 Tel 0536 20098
Vandelli
Via Giardini Sud, 7
Tel – 0536 20228
Belvedere ***
Via Gaiato,215 Loc.Gaiato
Tel. 0536 42008
Covili
Via Mercato,34
Tel – 0536 20403
Cel. 335 1474917
Aziende Agrituristiche : La Tana di Charly ***
Via Signorelli Loc.Querciagrossa
Tel – 0536 324329
Azienda La Serra
Via Pratolino 46 Tel – 339 658 86 06
B&B
Le Caselline
Via Pradole 16 Tel – 0536 42002
Cel. 333 401 59 57
I Due Papaveri
Via Spinzola Loc. Benedello
Tel – 0536 22618
Cel. 335 472 539
Tabor ***
Via Pianelli 270 Loc.Gaiato
Tel 0536 42187 – 059 210304
*** Convenzionato con Evento
Ufficio Informazione Turistica : P.zza Montecucoli 1
41026 Pavullo nel FrignanoTel. 0536 29964 – Fax. 0536 – 29961
VOLO A VELA
Si può affermare, con giusto orgoglio, che il “volo a vela” italiano ebbe origine a Pavullo, soprattutto per merito di Luigi Federico Teichfuss.
Teichfuss nacque a Lucerna (Svizzera) il 15-12-1884 e, nei primi anni del ‘900, si mise in evidenza come ciclista, sia su strada che su pista: su strada diventò il miglior passista svizzero e in pista era fortissimo, specie nella specialità di inseguimento dietro motori. Nel 1907 venne a correre in Italia, prendendo parte a numerose gare, che lo videro affrontare, tra i tanti, campioni del calibro di Giovanni Gerbi (“il diavolo rosso”), Ganna (il vincitore del primo Giro d’Italia) e Eberardo Pavesi.
Era anche appassionato di volo e, venendo spesso a Sestola sia per motivi di lavoro ed anche perché qui gli piaceva soggiornare tra i vari allenamenti, fece il suo primo tentativo di volo senza motore, proprio nel 1907: a Pian del Falco cercò di far decollare, con l’aiuto della sola forza impressa dalle sue gambe su due pedali, un “aereocicloplano” di sua costruzione. Il tentativo si concluse malamente dopo 300 metri di volo a filo di pendio erboso, con l’apparecchio completamente sfasciato e con il pilota ferito, per fortuna in modo lieve.
Poi continuò la sua attività ciclistica, occupato (dal 1908 al 1912) come elettrotecnico presso la succursale di Bologna dell A.E.G.
Scoppiata la 1^Guerra Mondiale, Teichfuss si arruolò nell’aviazione tedesca, con la qualifica di “montatore motorista”, e andò sul fronte franco-tedesco, vicino a Reims.
Congedatosi nel novembre 1918. 1919 era di nuovo a Bologna, dove, sebbene in non più giovane età, riprese l’attività ciclistica, diventando amico ed avversario (quasi sempre “perdente”) del grande campione Costante Girardengo. Con i proventi dell’attività di elettrotecnico e delle corse (sia al Velodromo di Bologna che in altri stranieri, dove vinceva discreti premi in denaro) si dedicava alla sua non sopita passione: la costruzione di apparecchi per il volo senza motore (gli odierni “alianti”).
Proprio nell’inverno 1923, Teichfuss finì di costruire, presso lo stesso Velodromo di Bologna, il suo primo apparecchio, il CONDOR I°, con cui prese parte (il 1° ottobre 1924) al “Primo Campionato Italiano di Volo a Vela”, sulle pendici del monte Sisemol e avendo, come campo di gara l’anfiteatro dell’altopiano d’Asiago: al Campionato presero parte 5 piloti tedeschi su 5 formidabili alianti e altri due apparecchi italiani(il “Goliardia” e il “Febo Pagierini”, entrambi costruiti a Pavia). Il “Condor”, pilotato dal m.llo Canavesi, ebbe un’avaria ad un’ala e precipitò, con il pilota gravemente ferito ma che tornò, dopo varie settimane di ospedale per commozione cerebrale, nella sua Parma.
Nel 1925 Teichfuss costruì il CONDOR II°: lo svizzero (soprannominato erroneamente “e Tedasc”, ovvero “il tedesco”, a Pavullo, dove spesso soggiornava, specie per motivi di lavoro, contagiando con la sua passione per il Volo a Vela non pochi suoi amici pavullesi) non aveva una preparazione scientifica, ma aveva una forte capacità intuitiva per i problemi scientifici dell’aerodinamica e aveva assimilato rapidamente i concetti costruttivi delle macchine tedesche dominatrici ad Asiago. Famosa l’affermazione scherzosa ed affettuosa rivolta dall’Ing. Aeronautico Emanuele Gambilargiu (il progettista di “Goliardia”) al geniale progettista-costruttore autodidatta: “I calcoli sono sbagliati, ma il risultato è perfetto!”.
Nel 1926 Teichfuss conobbe il tenente pilota Umberto Nannini, di stanza all’aeroporto di Bologna, ai prati di Caprara. Nannini si offrì di pilotare il CONDOR III° (il II° si era subito rotto in un duro atterraggio) e lo fece a Bologna, prima di andare a Roma a frequentare il Corso Superiore di Aeronautica. Teichfuss, nel frattempo, aveva intensificato i suoi rapporti con gli amici pavullesi e spesso portava a Pavullo il CONDOR III°, per provarlo nei declivi limitrofi alla Via Giardini, situati alle porte del paese, in una zona che, secondo lui, era molto adatta ai lanci con elastici.
Verso la fine del 1926 terminò la costruzione del TENAX, un vero aliante veleggiatore: ormai Teichfuss era deciso a farsi strada nelle costruzioni velovelistiche, lasciando la sua attività di elettrotecnico. Tra il 1927 e il 1928 il “TENAX” compì molti voli a Pavullo. Il più famoso fu quello che lo vide partire, nel novembre 1927, dalla località “Madonna dei Baldaccini” (a 5 Km. da Pavullo), pilotato dal capitano Nannini, per cercare di battere il record italiano di distanza di volo planare, detenuto da Ettore Cattaneo che nel 1926, aveva percorso, nei pressi di Varese, la distanza di 10,5 Km. in circa 16’ di volo: dopo un lancio perfetto, Nannini si diresse in direzione Est-Nord-Est verso la valle del fiume Panaro e. dopo 9’ di volo, dovette atterrare proprio nel greto sassoso del fiume, a poche centinaia di metri da Marano sul Panaro, non riuscendo a battere il record di Cattaneo per 1,5 Km. (da rilevare, tuttavia che Cattaneo si lanciò da una sommità ben più alta).
Frattanto a Pavullo, nel 1927, ebbe luogo il primo corso sperimentale della “Scuola di Volo senza Motore”, per interessamento, a Roma, del capitano Umberto Nannini, coadiuvato dal Podestà di Pavullo, comm. Vincenzo Ghibellini. Alla fine dell’estate del ’27 la Scuola fu ispezionata da Italo Balbo, Sottosegretario al Ministero dell’Aeronautica: a quel corso parteciparono 35 allievi, provenienti da ogni parte d’Italia, che utilizzarono 10 alianti “Espenlaub” e il “Tenax”. Nel dicembre 1928 fu ultimata la costruzione della caserma “Giulio Paolucci” (dal nome di un allievo pilota deceduto in un volo del 13-8-’28) e la Scuola divenne pienamente operativa sotto il comando del capitano Umberto Nannini, con il valido aiuto del tenente Pier Carlo Bergonzi (istruttore, progettista e pioniere del volo) che divenne grande amico di Luigi Teichfuss: Bergonzi, tra l’altro, progettò, a Pavullo, anche un’autovettura da corsa (la “Bergonzi”, appunto), di cui si parla diffusamente nel capitolo “Automobilismo”.
Nel 1929 Luigi Teichfuss sposò Giulia Manfredini, figlia di quella Clementina Manfredini che gestiva la trattoria “La Parmigiana”, presso cui si fermava nelle sue frequenti puntate a Pavullo fin dagli inizi degli anni ’20; con il matrimonio prese dimora stabile a Pavullo, aprendo l’Officina Alianti, presso l’aeroporto, e un vero ufficio di progettazione presso le “Aie”, un insieme di antichi cortili posti dietro la sua abitazione di Via Mercato. Nacque così la “F.A.L. TEICHFUS”, cioè “Fabbrica Alianti Luigi Teichfus” (in Italia la seconda “S” del cognome non la metteva nessuno e Luigi si era adeguato!), l’unica, in Italia, specializzata in apparecchi di Volo a Vela: suoi dipendenti erano Rino Burgoni, Gianni Bertacchini, Bettini di Olina e Amilcare Zanaroli, allora ragazzino. In questa officina nacquero numerosi tipi di aliante, dei quali citeremo i più famosi, cioè quelli legati ad importanti imprese sportive.
Il “GABBIANO”, iniziato a Bologna e terminato a Pavullo alla fine del 1927, fu costruito in esemplare unico: fu il primo aliante ad avere un traino aereo, per cui, nel ’29, fu trasportato da Pavullo all’aeroporto di Taliedo (Milano) a rimorchio di un aereo “Aviatik”. Sul periodico settimanale modenese “La Settimana Modenese” (Anno II, N. 29, pag. 3) compare, nel 1931, il seguente articolo:LA SCUOLA DI VOLO A VELA A PAVULLOIl velivolo, teso fortemente dai cavi elastici, liberato dal picchetto, parte con un balzo, quasi impennandosi, poi scivola sull’ali veloce e leggero. Le leve obbediscono facili ai comandi e pongono l’apparecchio nella direzione voluta di volo.Abituati come siamo al rombo assordante dei motori, al fruscio dell’elica, restiamo come trasognati dinanzi al nuovo miracolo, dinanzi all’uomo che provvedutosi di ali potenti, riesce a vincere le leggi e le forze della natura.Il volo a vela, a chi lo osserva per la prima volta, dà un brivido, un’emozione superiore a quella degli apparecchi muniti di motore.Il motore, che romba e comunica le sue vibrazioni al velivolo vi dà la sensazione che la macchini dopo uno sbalzo e una rapida corsa debba staccarsi dal terreno e spaziare nell’alto dei cieli; non così l’apparecchio a vela. Invece, con vostra grande sorpresa, voi lo vedete lieve come una libellula librarsi, passare silenzioso sul vostro capo, ubbidiente virare: lo vedete prendere e perdere quota, acquistare velocità ed altezza, quando più il vento gli spiri contrario e veloce. L’uomo che vi sta sopra è veramente il padrone, l’anima il cervello dell’apparecchio. L’aviere è ritornato Icaro.Questo sentivo, assistendo ai veleggi, alla scuola di Pavullo, che nulla ha da invidiare alle altre scuole nazionali ed estere. Sorta nel 1927 per il tenace volere del capitano Umberto Nannini, per iniziare gli avanguardisti ai segreti dell’aviazione, è andata ogni anno conquistando nuovo sviluppo, tanto da salire dai 1735 voli del primo anno, ai 7840 del trascorso estate. Centinaia di giovinetti vi si sono addestrati, dimostrando le loro maggiori o minori attitudini al volo. Pochi hanno dato scarsa prova. Trecento e più hanno ottenuto i brevetti dei varii gradi e hanno dato la sicura promessa che, domani, addestrati all’Accademia di Caserta o ad una delle scuole dei vari centri aviatorii, potranno divenire ottimi e provetti piloti di apparecchi militari e civili.Gli allievi del primo corso dell’Accademia di Caserta hanno, nello scorso settembre, chiuso il ciclo delle loro esercitazioni con una serie di voli a vela, ottenendo ottimi risultati e dimostrando ancora una volta l’utilità di una tale istituzione, che affina i sensi, dà una preparazione spirituale e tecnica, che non ha confronto con qualsiasi altro mezzo.“Il volo a vela, come gentilmente mi spiegava il capiatno Nannini, consiste nel compiere voli ed evoluzioni con apparecchi senza motore, acquistando quota o conservando la propria. Perché sia possibile veleggiare è necessario il concorso di varie circostanze e cioè una buona velocità di vento – almeno sei metri al secondo – un buon velivolo maneggevole e di alto rendimento, un pilota capace, molto sensibile, conoscitore dell’atmosfera e delle correnti aeree e una località adatta.“Quella della località è forse la condizione più difficile a verificarsi. Un buon terreno per veleggiare è rappresentato da dune alte almeno cento metri. Il vento che viene dal mare, che ha una direzione e una velocità pressochè costante, investe le dune e converge in alto, formando una corrente ascensionale, una vera colonna d'aria ascendente. Lo stesso fenomeno si ha in montagna, quando il vento colpisce un pendio, tanto più se la china è ripida e non rivestita di vegetazione erborea.“Tutta l’abilità del pilota sta nel permanere il più lungo possibile nella zona in cui si verificano tali condizioni, oppure nell’uscirne per passare con volo librato ad altro sito che si trovi nelle stesse condizioni o in condizioni ancora più favorevoli”.E nel dire così mi mostrava il campo di Pavullo, che dispone di dolci pendici, che assai bene si prestano per i voli di istruzione, e vette, che a poca distanza si elevano al di sopra dei cento e dei duecento metri, come quelle di Lavacchio, Casa Bruciata, Montecuccolo, dove già sono state sistemate piste di lancio per voli di maggior importanza e durata.Il cielo intanto si andava popolando di velivoli, che si alzavano, si libravano, toccavano dolcemente terra.Ammiravo la nuova generazione di giovinetti che si addestrava perché le ali d’Italia ottenessero nuovi trionfi; pensavo agli sviluppi che in un lontano avvenire sarà riservato agli apparecchi a vela, quando intensificato il traffico aereo essi costituiranno altrettanti rimorchi aerei, che al momento opportuno, staccati dall’apparecchio a motore, guidati da un pilota, prenderanno terra nel punto voluto e un altro rimorchio, carico di passeggeri e bagagli, sarà aggiunto al velivolo, che continuerà il suo viaggio senza alcuna perdita di tempo.L’aviazione avrà fatto allora un grande passo.Gli esperimenti già compiuti, importanti quelli eseguiti a Milano dal capitano Nannini, lasciano sperare che si sia sulla via di una tale realizzazione.Per il momento il volo a vela sta prendendo nuovi sviluppi. Ad esso rivolgono la loro attenzione e le loro cure S.E. Giuriati e S.E. Italo Balbo, che più di una volta ha degnato di una sua visita e della sua calda parola di elogio e di lode gli istruttori e gli allievi della scuola di Pavullo. (T.S.)Sempre su un numero del 1931 de “La Settimana Modenese” (Anno II, N. 34, pag. 2) compare il seguente articolo:GLI ALLIEVI DELLA R. ACCADEMIA AERONAUTICA -“CORSO IBIS” A PAVULLOL’Aeroporto di Pavullo, la principale scuola italiana di volo a vela, ospita anche quest’anno gli aquilotti del primo corso dell’Accademia Aeronautica di Caserta.La schiera dei giovani avieri si educa ad una vita di emozioni e di coraggio, tentando i voli librati, che costituiscono i “primi passi” nell’arte di navigare in cielo.Si rinnovano così i primi tentativi dei pionieri del volo, e si insegna ai giovani che ogni ardimento è una più lucida potenza, e che bisogna essere in prima linea per le vittorie di domani.Chi ha assistito ai voli degli “scivolatori” dell’Aeroporto di Pavullo non può non avere provato nell’animo un senso più vigoroso per questa gioventù nostra per cui l’esistenza è un’ascesa di tutti i giorni.L’entusiasmo della serena età generosa, l’esempio dell’amore, dell’interessamento e dello studio per l’aviazione, che è ad un tempo “arte bella e scienza severa” e soprattutto la fede nell’avvenire sempre più fulgido dell’ala tricolore, fanno del campo di volo a vela di Pavullo una palestra di sicuro allenamento e di efficacissima preparazione per i futuri voli coi potenti apparecchi costruiti dalla tecnica italiana e portati alla vittoria dal fermo cuore dei nostri piloti.
Dopo altri modelli (il “NIBBIO I°” fu il primo aliante ad essere costruito interamente a Pavullo) occorre citare l’ “ORIONE”, costruito nel 1932 in due esemplari, con importanti innovazioni mai viste prima a livello mondiale: la sua elegante silhouette (con una modernissima fusoliera) fu ammirata nel 1936, dopo varie altre manifestazioni, all’Olimpiade di Berlino. Nel ’36 il Volo a Vela non era sport olimpico, ma fece una prova generale in vista dell’Olimpiade del 1940, che avrebbe dovuto svolgersi a Tokyo e nella quale il Volo a Vela avrebbe dovuto essere inserito. L’ “ORIONE”, dipinto in rosso, fece scalpore seppur in lizza con modelli tedeschi ben più recenti: a Rangsdorf (a 27 Km. da Berlino) Visconti stabilì il primato italiano di guadagno quota, con 2.000 metri oltre lo sgancio, mentre Nannini superò i 1.000 metri.
Nel 1937, pilotato da Aldo Tait al 1° Concorso di Asiago, “ORIONE” fece il record di durata con quasi 6 ore e, con Peselli, un guadagno quota di 1.200 metri e una distanza di 50 Km. dal campo di partenza.
LO “SPARVIERO” fu costruito, in esemplare unico, nel 1937 e uscì dall’officina all’inizio del 1938. Il primo collaudo (con pilota il tenente Adriano Mantelli, il collaudatore preferito da Teichfuss che lo chiamava “Cinin”) avvenne all’aeroporto di Borgo Panigale (Bologna) il 13 aprile 1938 e, due giorni dopo, fu riportato a Pavullo in volo a rimorchio; il 16 aprile Mantelli, sopra Pavullo, ottenne un guadagno quota di ben 2.200 metri e poi fece altri voli in acrobazia.
La prima esibizione ufficiale dello “SPARVIERO” ebbe luogo il 5 maggio 1938 a Roma Centocelle, in occasione della visita di Adolf Hitler a Mussolini: Mantelli eseguì varie figure (tra cui “Campana”, “Tonneaux” e il “Volo rovescio”) tra l’entusiasmo generale.
Lo “SPARVIERO” fu poi in azione al 6° Concorso di Berna (Svizzera) il 23 maggio 1938, dove Mantelli si cimentò con l’ “Habicht” tedesco di Hanna Reitsch, asso del Volo a Vela, e con il fior fiore delle più avanzate macchine europee (anche Luigi Teichfuss era a Berna, come assistente tecnico e come interprete).
Il 4 e il 5 giugno, di ritorno da Berna, Mantelli e lo “SPARVIERO” ottennero un enorme successo all’aeroporto di Linate, presso Milano; il 6 giugno l’apparecchio tornò a Pavullo dietro traino, per preparare la manifestazione aerea di Firenze (24 e 25 luglio). In agosto partecipò ai Campionati di Asiago, pilotato dal Comandante della Scuola di Pavullo, il capitano Lauri, pure lui ottimo pilota acrobatico.
“TURBINE” fu ultimato, a Pavullo, all’inizio dell’estate 1939: fu un aliante fantastico e avanzatissimo, curato nei minimi particolari aerodinamici, unico e insuperabile allora in Italia per livello di prestazioni. Mantelli fece il primo volo, a Pavullo, il 29 luglio salendo fino alla quota di 2.000 metri e a questo ne seguirono altri che testimoniarono la perfetta messa a punto dell’apparecchio. Trainato da un “Caproncino”, Mantelli decollò con “TURBINE” da Pavullo il giorno 11 agosto, raggiungendo Asiago dopo aver sostato a Bergamo e a Verona: prese parte al Concorso di Asiago del ‘39 e da qui si spostò a Vienna per partecipare ai Giochi Mondiali Universitari, programmati per l’agosto 1939 all’aeroporto di Badeu. Durante le gare mondiali degli “Studentspiele”, Mantelli col “TURBINE” ottenne il primo “C” d’argento italiano completo. In quell’occasione fu provato anche da Bernhard Flinsch, il tedesco campione del mondo, che lo giudicò superiore al suo famoso aliante “Reiher”, con una maneggevolezza molto superiore, specie in spirale.
“TURBINE” e “SPARVIERO” furono a Pavullo durante la Guerra, per servire nei corsi “premilitari” della “Scuola di Volo senza Motore”: il primo fu poi trasferito a Forlì dove se ne persero le tracce (forse distrutto in azioni belliche che investirono l’aeroporto di Forlì), mentre il secondo, secondo Teichfuss, fu messo fuori uso a Pavullo dal Comandante Contoli.
Nel 1943 (dopo aver visto distruggere, con cariche esplosive, la Caserma “G. Paolucci” dai soldati tedeschi, prima della loro ritirata verso nord) Teichfuss dovette interrompere la sua attività, dopo aver fatto 24 progetti di alianti, dei quali 21 ultimati, per un totale di macchine costruite di almeno 60 esemplari funzionanti: praticamente da solo, progettò e costruì il 40% di tutti gli alianti italiani prodotti dal 1923 al 1943!
Luigi Federico Teichfuss morì a Pavullo l’ 11 luglio 1966.
Queste succinte notizie sono state prese dal Volume “ALI MISTERIOSE”, di Rino Rinaldi, edito dal CLUB AEREO PAVULLO nel 1994. Tale opera potrà essere consultata da chi desiderasse approfondire l’argomento.
L’attività del volo a vela riprese, per alcuni anni, nel 1968 grazie all’attività del “Volo a Vela” di Bologna. Dal 1994 è regolare un’attività dei volovelisti: nel 1994, nel 1996 e nel 1998 ci sono stati tre raduni biennali di alianti d’epoca (il prossimo è previsto nell’estate del 2001). Nell’ottobre 1999 ha avuto inizio il 1° Corso della Scuola di “Volo a Vela” di Pavullo, intitolato a “Adriano Mantelli”, il mitico collaudatore degli alianti negli anni ’30.
Pavullo è l’unica scuola italiana in cui il lancio degli alianti avviene esclusivamente mediante verricello, che può considerarsi un’alternativa al traino aereo.
PARACADUTISMO
Pavullo vanta una notevole tradizione in questa attività sportiva. Il paracadutismo iniziò circa vent’anni fa, grazie soprattutto al Sig. Ariodante Mazzacurati, ed è proseguita con regolari e annuali Scuole di insegnamento di questa disciplina. La scuola di paracadutismo è stata sostituita, negli ultimi anni, da stages di perfezionamento. Dal punto di vista prettamente sportivo, si sono svolte, sul campo di Pavullo, numerose edizioni di Campionati Italiani, nelle varie specialità (precisione, stile, etc. ).
Si può affermare, con giusto orgoglio, che il “volo a vela” italiano ebbe origine a Pavullo, soprattutto per merito di Luigi Federico Teichfuss.
Teichfuss nacque a Lucerna (Svizzera) il 15-12-1884 e, nei primi anni del ‘900, si mise in evidenza come ciclista, sia su strada che su pista: su strada diventò il miglior passista svizzero e in pista era fortissimo, specie nella specialità di inseguimento dietro motori. Nel 1907 venne a correre in Italia, prendendo parte a numerose gare, che lo videro affrontare, tra i tanti, campioni del calibro di Giovanni Gerbi (“il diavolo rosso”), Ganna (il vincitore del primo Giro d’Italia) e Eberardo Pavesi.
Era anche appassionato di volo e, venendo spesso a Sestola sia per motivi di lavoro ed anche perché qui gli piaceva soggiornare tra i vari allenamenti, fece il suo primo tentativo di volo senza motore, proprio nel 1907: a Pian del Falco cercò di far decollare, con l’aiuto della sola forza impressa dalle sue gambe su due pedali, un “aereocicloplano” di sua costruzione. Il tentativo si concluse malamente dopo 300 metri di volo a filo di pendio erboso, con l’apparecchio completamente sfasciato e con il pilota ferito, per fortuna in modo lieve.
Poi continuò la sua attività ciclistica, occupato (dal 1908 al 1912) come elettrotecnico presso la succursale di Bologna dell A.E.G.
Scoppiata la 1^Guerra Mondiale, Teichfuss si arruolò nell’aviazione tedesca, con la qualifica di “montatore motorista”, e andò sul fronte franco-tedesco, vicino a Reims.
Congedatosi nel novembre 1918. 1919 era di nuovo a Bologna, dove, sebbene in non più giovane età, riprese l’attività ciclistica, diventando amico ed avversario (quasi sempre “perdente”) del grande campione Costante Girardengo. Con i proventi dell’attività di elettrotecnico e delle corse (sia al Velodromo di Bologna che in altri stranieri, dove vinceva discreti premi in denaro) si dedicava alla sua non sopita passione: la costruzione di apparecchi per il volo senza motore (gli odierni “alianti”).
Proprio nell’inverno 1923, Teichfuss finì di costruire, presso lo stesso Velodromo di Bologna, il suo primo apparecchio, il CONDOR I°, con cui prese parte (il 1° ottobre 1924) al “Primo Campionato Italiano di Volo a Vela”, sulle pendici del monte Sisemol e avendo, come campo di gara l’anfiteatro dell’altopiano d’Asiago: al Campionato presero parte 5 piloti tedeschi su 5 formidabili alianti e altri due apparecchi italiani(il “Goliardia” e il “Febo Pagierini”, entrambi costruiti a Pavia). Il “Condor”, pilotato dal m.llo Canavesi, ebbe un’avaria ad un’ala e precipitò, con il pilota gravemente ferito ma che tornò, dopo varie settimane di ospedale per commozione cerebrale, nella sua Parma.
Nel 1925 Teichfuss costruì il CONDOR II°: lo svizzero (soprannominato erroneamente “e Tedasc”, ovvero “il tedesco”, a Pavullo, dove spesso soggiornava, specie per motivi di lavoro, contagiando con la sua passione per il Volo a Vela non pochi suoi amici pavullesi) non aveva una preparazione scientifica, ma aveva una forte capacità intuitiva per i problemi scientifici dell’aerodinamica e aveva assimilato rapidamente i concetti costruttivi delle macchine tedesche dominatrici ad Asiago. Famosa l’affermazione scherzosa ed affettuosa rivolta dall’Ing. Aeronautico Emanuele Gambilargiu (il progettista di “Goliardia”) al geniale progettista-costruttore autodidatta: “I calcoli sono sbagliati, ma il risultato è perfetto!”.
Nel 1926 Teichfuss conobbe il tenente pilota Umberto Nannini, di stanza all’aeroporto di Bologna, ai prati di Caprara. Nannini si offrì di pilotare il CONDOR III° (il II° si era subito rotto in un duro atterraggio) e lo fece a Bologna, prima di andare a Roma a frequentare il Corso Superiore di Aeronautica. Teichfuss, nel frattempo, aveva intensificato i suoi rapporti con gli amici pavullesi e spesso portava a Pavullo il CONDOR III°, per provarlo nei declivi limitrofi alla Via Giardini, situati alle porte del paese, in una zona che, secondo lui, era molto adatta ai lanci con elastici.
Verso la fine del 1926 terminò la costruzione del TENAX, un vero aliante veleggiatore: ormai Teichfuss era deciso a farsi strada nelle costruzioni velovelistiche, lasciando la sua attività di elettrotecnico. Tra il 1927 e il 1928 il “TENAX” compì molti voli a Pavullo. Il più famoso fu quello che lo vide partire, nel novembre 1927, dalla località “Madonna dei Baldaccini” (a 5 Km. da Pavullo), pilotato dal capitano Nannini, per cercare di battere il record italiano di distanza di volo planare, detenuto da Ettore Cattaneo che nel 1926, aveva percorso, nei pressi di Varese, la distanza di 10,5 Km. in circa 16’ di volo: dopo un lancio perfetto, Nannini si diresse in direzione Est-Nord-Est verso la valle del fiume Panaro e. dopo 9’ di volo, dovette atterrare proprio nel greto sassoso del fiume, a poche centinaia di metri da Marano sul Panaro, non riuscendo a battere il record di Cattaneo per 1,5 Km. (da rilevare, tuttavia che Cattaneo si lanciò da una sommità ben più alta).
Frattanto a Pavullo, nel 1927, ebbe luogo il primo corso sperimentale della “Scuola di Volo senza Motore”, per interessamento, a Roma, del capitano Umberto Nannini, coadiuvato dal Podestà di Pavullo, comm. Vincenzo Ghibellini. Alla fine dell’estate del ’27 la Scuola fu ispezionata da Italo Balbo, Sottosegretario al Ministero dell’Aeronautica: a quel corso parteciparono 35 allievi, provenienti da ogni parte d’Italia, che utilizzarono 10 alianti “Espenlaub” e il “Tenax”. Nel dicembre 1928 fu ultimata la costruzione della caserma “Giulio Paolucci” (dal nome di un allievo pilota deceduto in un volo del 13-8-’28) e la Scuola divenne pienamente operativa sotto il comando del capitano Umberto Nannini, con il valido aiuto del tenente Pier Carlo Bergonzi (istruttore, progettista e pioniere del volo) che divenne grande amico di Luigi Teichfuss: Bergonzi, tra l’altro, progettò, a Pavullo, anche un’autovettura da corsa (la “Bergonzi”, appunto), di cui si parla diffusamente nel capitolo “Automobilismo”.
Nel 1929 Luigi Teichfuss sposò Giulia Manfredini, figlia di quella Clementina Manfredini che gestiva la trattoria “La Parmigiana”, presso cui si fermava nelle sue frequenti puntate a Pavullo fin dagli inizi degli anni ’20; con il matrimonio prese dimora stabile a Pavullo, aprendo l’Officina Alianti, presso l’aeroporto, e un vero ufficio di progettazione presso le “Aie”, un insieme di antichi cortili posti dietro la sua abitazione di Via Mercato. Nacque così la “F.A.L. TEICHFUS”, cioè “Fabbrica Alianti Luigi Teichfus” (in Italia la seconda “S” del cognome non la metteva nessuno e Luigi si era adeguato!), l’unica, in Italia, specializzata in apparecchi di Volo a Vela: suoi dipendenti erano Rino Burgoni, Gianni Bertacchini, Bettini di Olina e Amilcare Zanaroli, allora ragazzino. In questa officina nacquero numerosi tipi di aliante, dei quali citeremo i più famosi, cioè quelli legati ad importanti imprese sportive.
Il “GABBIANO”, iniziato a Bologna e terminato a Pavullo alla fine del 1927, fu costruito in esemplare unico: fu il primo aliante ad avere un traino aereo, per cui, nel ’29, fu trasportato da Pavullo all’aeroporto di Taliedo (Milano) a rimorchio di un aereo “Aviatik”. Sul periodico settimanale modenese “La Settimana Modenese” (Anno II, N. 29, pag. 3) compare, nel 1931, il seguente articolo:LA SCUOLA DI VOLO A VELA A PAVULLOIl velivolo, teso fortemente dai cavi elastici, liberato dal picchetto, parte con un balzo, quasi impennandosi, poi scivola sull’ali veloce e leggero. Le leve obbediscono facili ai comandi e pongono l’apparecchio nella direzione voluta di volo.Abituati come siamo al rombo assordante dei motori, al fruscio dell’elica, restiamo come trasognati dinanzi al nuovo miracolo, dinanzi all’uomo che provvedutosi di ali potenti, riesce a vincere le leggi e le forze della natura.Il volo a vela, a chi lo osserva per la prima volta, dà un brivido, un’emozione superiore a quella degli apparecchi muniti di motore.Il motore, che romba e comunica le sue vibrazioni al velivolo vi dà la sensazione che la macchini dopo uno sbalzo e una rapida corsa debba staccarsi dal terreno e spaziare nell’alto dei cieli; non così l’apparecchio a vela. Invece, con vostra grande sorpresa, voi lo vedete lieve come una libellula librarsi, passare silenzioso sul vostro capo, ubbidiente virare: lo vedete prendere e perdere quota, acquistare velocità ed altezza, quando più il vento gli spiri contrario e veloce. L’uomo che vi sta sopra è veramente il padrone, l’anima il cervello dell’apparecchio. L’aviere è ritornato Icaro.Questo sentivo, assistendo ai veleggi, alla scuola di Pavullo, che nulla ha da invidiare alle altre scuole nazionali ed estere. Sorta nel 1927 per il tenace volere del capitano Umberto Nannini, per iniziare gli avanguardisti ai segreti dell’aviazione, è andata ogni anno conquistando nuovo sviluppo, tanto da salire dai 1735 voli del primo anno, ai 7840 del trascorso estate. Centinaia di giovinetti vi si sono addestrati, dimostrando le loro maggiori o minori attitudini al volo. Pochi hanno dato scarsa prova. Trecento e più hanno ottenuto i brevetti dei varii gradi e hanno dato la sicura promessa che, domani, addestrati all’Accademia di Caserta o ad una delle scuole dei vari centri aviatorii, potranno divenire ottimi e provetti piloti di apparecchi militari e civili.Gli allievi del primo corso dell’Accademia di Caserta hanno, nello scorso settembre, chiuso il ciclo delle loro esercitazioni con una serie di voli a vela, ottenendo ottimi risultati e dimostrando ancora una volta l’utilità di una tale istituzione, che affina i sensi, dà una preparazione spirituale e tecnica, che non ha confronto con qualsiasi altro mezzo.“Il volo a vela, come gentilmente mi spiegava il capiatno Nannini, consiste nel compiere voli ed evoluzioni con apparecchi senza motore, acquistando quota o conservando la propria. Perché sia possibile veleggiare è necessario il concorso di varie circostanze e cioè una buona velocità di vento – almeno sei metri al secondo – un buon velivolo maneggevole e di alto rendimento, un pilota capace, molto sensibile, conoscitore dell’atmosfera e delle correnti aeree e una località adatta.“Quella della località è forse la condizione più difficile a verificarsi. Un buon terreno per veleggiare è rappresentato da dune alte almeno cento metri. Il vento che viene dal mare, che ha una direzione e una velocità pressochè costante, investe le dune e converge in alto, formando una corrente ascensionale, una vera colonna d'aria ascendente. Lo stesso fenomeno si ha in montagna, quando il vento colpisce un pendio, tanto più se la china è ripida e non rivestita di vegetazione erborea.“Tutta l’abilità del pilota sta nel permanere il più lungo possibile nella zona in cui si verificano tali condizioni, oppure nell’uscirne per passare con volo librato ad altro sito che si trovi nelle stesse condizioni o in condizioni ancora più favorevoli”.E nel dire così mi mostrava il campo di Pavullo, che dispone di dolci pendici, che assai bene si prestano per i voli di istruzione, e vette, che a poca distanza si elevano al di sopra dei cento e dei duecento metri, come quelle di Lavacchio, Casa Bruciata, Montecuccolo, dove già sono state sistemate piste di lancio per voli di maggior importanza e durata.Il cielo intanto si andava popolando di velivoli, che si alzavano, si libravano, toccavano dolcemente terra.Ammiravo la nuova generazione di giovinetti che si addestrava perché le ali d’Italia ottenessero nuovi trionfi; pensavo agli sviluppi che in un lontano avvenire sarà riservato agli apparecchi a vela, quando intensificato il traffico aereo essi costituiranno altrettanti rimorchi aerei, che al momento opportuno, staccati dall’apparecchio a motore, guidati da un pilota, prenderanno terra nel punto voluto e un altro rimorchio, carico di passeggeri e bagagli, sarà aggiunto al velivolo, che continuerà il suo viaggio senza alcuna perdita di tempo.L’aviazione avrà fatto allora un grande passo.Gli esperimenti già compiuti, importanti quelli eseguiti a Milano dal capitano Nannini, lasciano sperare che si sia sulla via di una tale realizzazione.Per il momento il volo a vela sta prendendo nuovi sviluppi. Ad esso rivolgono la loro attenzione e le loro cure S.E. Giuriati e S.E. Italo Balbo, che più di una volta ha degnato di una sua visita e della sua calda parola di elogio e di lode gli istruttori e gli allievi della scuola di Pavullo. (T.S.)Sempre su un numero del 1931 de “La Settimana Modenese” (Anno II, N. 34, pag. 2) compare il seguente articolo:GLI ALLIEVI DELLA R. ACCADEMIA AERONAUTICA -“CORSO IBIS” A PAVULLOL’Aeroporto di Pavullo, la principale scuola italiana di volo a vela, ospita anche quest’anno gli aquilotti del primo corso dell’Accademia Aeronautica di Caserta.La schiera dei giovani avieri si educa ad una vita di emozioni e di coraggio, tentando i voli librati, che costituiscono i “primi passi” nell’arte di navigare in cielo.Si rinnovano così i primi tentativi dei pionieri del volo, e si insegna ai giovani che ogni ardimento è una più lucida potenza, e che bisogna essere in prima linea per le vittorie di domani.Chi ha assistito ai voli degli “scivolatori” dell’Aeroporto di Pavullo non può non avere provato nell’animo un senso più vigoroso per questa gioventù nostra per cui l’esistenza è un’ascesa di tutti i giorni.L’entusiasmo della serena età generosa, l’esempio dell’amore, dell’interessamento e dello studio per l’aviazione, che è ad un tempo “arte bella e scienza severa” e soprattutto la fede nell’avvenire sempre più fulgido dell’ala tricolore, fanno del campo di volo a vela di Pavullo una palestra di sicuro allenamento e di efficacissima preparazione per i futuri voli coi potenti apparecchi costruiti dalla tecnica italiana e portati alla vittoria dal fermo cuore dei nostri piloti.
Dopo altri modelli (il “NIBBIO I°” fu il primo aliante ad essere costruito interamente a Pavullo) occorre citare l’ “ORIONE”, costruito nel 1932 in due esemplari, con importanti innovazioni mai viste prima a livello mondiale: la sua elegante silhouette (con una modernissima fusoliera) fu ammirata nel 1936, dopo varie altre manifestazioni, all’Olimpiade di Berlino. Nel ’36 il Volo a Vela non era sport olimpico, ma fece una prova generale in vista dell’Olimpiade del 1940, che avrebbe dovuto svolgersi a Tokyo e nella quale il Volo a Vela avrebbe dovuto essere inserito. L’ “ORIONE”, dipinto in rosso, fece scalpore seppur in lizza con modelli tedeschi ben più recenti: a Rangsdorf (a 27 Km. da Berlino) Visconti stabilì il primato italiano di guadagno quota, con 2.000 metri oltre lo sgancio, mentre Nannini superò i 1.000 metri.
Nel 1937, pilotato da Aldo Tait al 1° Concorso di Asiago, “ORIONE” fece il record di durata con quasi 6 ore e, con Peselli, un guadagno quota di 1.200 metri e una distanza di 50 Km. dal campo di partenza.
LO “SPARVIERO” fu costruito, in esemplare unico, nel 1937 e uscì dall’officina all’inizio del 1938. Il primo collaudo (con pilota il tenente Adriano Mantelli, il collaudatore preferito da Teichfuss che lo chiamava “Cinin”) avvenne all’aeroporto di Borgo Panigale (Bologna) il 13 aprile 1938 e, due giorni dopo, fu riportato a Pavullo in volo a rimorchio; il 16 aprile Mantelli, sopra Pavullo, ottenne un guadagno quota di ben 2.200 metri e poi fece altri voli in acrobazia.
La prima esibizione ufficiale dello “SPARVIERO” ebbe luogo il 5 maggio 1938 a Roma Centocelle, in occasione della visita di Adolf Hitler a Mussolini: Mantelli eseguì varie figure (tra cui “Campana”, “Tonneaux” e il “Volo rovescio”) tra l’entusiasmo generale.
Lo “SPARVIERO” fu poi in azione al 6° Concorso di Berna (Svizzera) il 23 maggio 1938, dove Mantelli si cimentò con l’ “Habicht” tedesco di Hanna Reitsch, asso del Volo a Vela, e con il fior fiore delle più avanzate macchine europee (anche Luigi Teichfuss era a Berna, come assistente tecnico e come interprete).
Il 4 e il 5 giugno, di ritorno da Berna, Mantelli e lo “SPARVIERO” ottennero un enorme successo all’aeroporto di Linate, presso Milano; il 6 giugno l’apparecchio tornò a Pavullo dietro traino, per preparare la manifestazione aerea di Firenze (24 e 25 luglio). In agosto partecipò ai Campionati di Asiago, pilotato dal Comandante della Scuola di Pavullo, il capitano Lauri, pure lui ottimo pilota acrobatico.
“TURBINE” fu ultimato, a Pavullo, all’inizio dell’estate 1939: fu un aliante fantastico e avanzatissimo, curato nei minimi particolari aerodinamici, unico e insuperabile allora in Italia per livello di prestazioni. Mantelli fece il primo volo, a Pavullo, il 29 luglio salendo fino alla quota di 2.000 metri e a questo ne seguirono altri che testimoniarono la perfetta messa a punto dell’apparecchio. Trainato da un “Caproncino”, Mantelli decollò con “TURBINE” da Pavullo il giorno 11 agosto, raggiungendo Asiago dopo aver sostato a Bergamo e a Verona: prese parte al Concorso di Asiago del ‘39 e da qui si spostò a Vienna per partecipare ai Giochi Mondiali Universitari, programmati per l’agosto 1939 all’aeroporto di Badeu. Durante le gare mondiali degli “Studentspiele”, Mantelli col “TURBINE” ottenne il primo “C” d’argento italiano completo. In quell’occasione fu provato anche da Bernhard Flinsch, il tedesco campione del mondo, che lo giudicò superiore al suo famoso aliante “Reiher”, con una maneggevolezza molto superiore, specie in spirale.
“TURBINE” e “SPARVIERO” furono a Pavullo durante la Guerra, per servire nei corsi “premilitari” della “Scuola di Volo senza Motore”: il primo fu poi trasferito a Forlì dove se ne persero le tracce (forse distrutto in azioni belliche che investirono l’aeroporto di Forlì), mentre il secondo, secondo Teichfuss, fu messo fuori uso a Pavullo dal Comandante Contoli.
Nel 1943 (dopo aver visto distruggere, con cariche esplosive, la Caserma “G. Paolucci” dai soldati tedeschi, prima della loro ritirata verso nord) Teichfuss dovette interrompere la sua attività, dopo aver fatto 24 progetti di alianti, dei quali 21 ultimati, per un totale di macchine costruite di almeno 60 esemplari funzionanti: praticamente da solo, progettò e costruì il 40% di tutti gli alianti italiani prodotti dal 1923 al 1943!
Luigi Federico Teichfuss morì a Pavullo l’ 11 luglio 1966.
Queste succinte notizie sono state prese dal Volume “ALI MISTERIOSE”, di Rino Rinaldi, edito dal CLUB AEREO PAVULLO nel 1994. Tale opera potrà essere consultata da chi desiderasse approfondire l’argomento.
L’attività del volo a vela riprese, per alcuni anni, nel 1968 grazie all’attività del “Volo a Vela” di Bologna. Dal 1994 è regolare un’attività dei volovelisti: nel 1994, nel 1996 e nel 1998 ci sono stati tre raduni biennali di alianti d’epoca (il prossimo è previsto nell’estate del 2001). Nell’ottobre 1999 ha avuto inizio il 1° Corso della Scuola di “Volo a Vela” di Pavullo, intitolato a “Adriano Mantelli”, il mitico collaudatore degli alianti negli anni ’30.
Pavullo è l’unica scuola italiana in cui il lancio degli alianti avviene esclusivamente mediante verricello, che può considerarsi un’alternativa al traino aereo.
PARACADUTISMO
Pavullo vanta una notevole tradizione in questa attività sportiva. Il paracadutismo iniziò circa vent’anni fa, grazie soprattutto al Sig. Ariodante Mazzacurati, ed è proseguita con regolari e annuali Scuole di insegnamento di questa disciplina. La scuola di paracadutismo è stata sostituita, negli ultimi anni, da stages di perfezionamento. Dal punto di vista prettamente sportivo, si sono svolte, sul campo di Pavullo, numerose edizioni di Campionati Italiani, nelle varie specialità (precisione, stile, etc. ).
venerdì 8 agosto 2008
In Aeroporto a Belluno il Gazebo della Sezione ANPd'I Bellunese alla Competizione Internazionale di paracadutismo
giovedì 7 agosto 2008
Aero Club d'Italia Paracadutisti a Seul "un lancio nel Futuro"

AERO CLUB
d'Italia
NOTIZIARIO DI INFORMAZIONI DELL'AEREO CLUB D'ITALIA -ANNO I - NUMERO 3 - DICEMBRE 1988
PARACADUTISTI A SEUL
UN LANCIO NEL FUTURO
PARACADUTISMO
d'Italia
NOTIZIARIO DI INFORMAZIONI DELL'AEREO CLUB D'ITALIA -ANNO I - NUMERO 3 - DICEMBRE 1988
PARACADUTISTI A SEUL
UN LANCIO NEL FUTURO
PARACADUTISMO
Paracadutisti
Un traguardo: salutare 'nel 1996, centenario delle Olimpiadi, il paracadutismo come disciplina con dignità pari all'atletica, al nuoto e agli altri sport.
FLAVIO VANETTI
Sessanta persone per coltivare un sogno: quello che il paracadutismo diventi protagonista all'Olimpiade. Sessanta sono stati infatti i parà lanciatisi a Seoul. Per loro una ribalta illustre: la cerimonia d'apertura, nella quale hanno saputo eguagliare, come spettacolarità, il "serpentone" in costume coreano che si snodava nello stadio dei Giochi. Una dimostrazione suggestiva del potenziale del paracadutismo e un primo importantissimo passo sulla strada che porta all'inserimento ufficiale della disciplina. Un cammino ancora lungo e pieno di difficoltà, nel quale i contatti "politici" e la diplomazia dovranno sposarsi alla tenacia nell'insistere.
"Ma a noi non manca il desiderio di andare fino in fondo, dato che certe resistenze sono ormai rimosse". Le parole di Gonippo Sebastiani, rappresentante dei paracadutisti nel consiglio dell'Aero Club d'Italia, sono una garanzia e un vessillo di battaglia per i prossimi anni, quelli nei quali si decideranno i destini olimpici della specialità. Gli organizzatori dei Giochi '92 di Barcellona non considerano per ora il paracadutismo tra le discipline dimostrative, anticamera obbligata per figurare poi a tutti gli effetti nel cartellone dell'Olimpiade. La battaglia si svolgerà proprio su questo punto. Seoul è stata un biglietto da visita significativo ma informale: Barcellona dovrà essere qualcosa di più. "Non sarà agevole vincere le resistenze - riprende Sebastiani - ma non stiamo di sicuro con le mani in mano. Tutt'altro. Le pressioni sono già cominciate e proseguiranno d'ora in poi. Stiamo lavorando intensamente per un obiettivo che reputiamo, realisticamente, alla nostra portata. Basta che ci sia un minuto di disponibilità da parte dell'interlocutore. È evidente che in subordine accetteremo anche uno slittamento
al 1996, però in ogni progetto ci si deve prefissare un traguardo principale: il nostro sarà Barcellona '92, anche per salutare dal '96 il paracadutismo come disciplina olimpica con dignità pari all'atletica, al nuoto e agli altri sport. Quello sarà l'anno dei Giochi del centenario, dunque una ricorrenza storica".
L'avventura del paracadutismo ai Giochi cominciò nell'ormai lontano 1975. In Jugoslavia venne creato un comitato, presieduto proprio da Sebastiani, che ebbe lo scopo di presentare una proposta al Comitato Olimpico Internazionale.
L'ostacolo insormontabile fu in quella circostanza lo scarso interesse dimostrato da chi all'epoca presiedeva la Federazione Aeronautica Internazionale. Alla fine, tuttavia, per i paracadutisti fu solo tempo perso. Il disinteresse di chi avrebbe dovuto dare loro una mano non riuscì infatti a smontare l'entusiasmo di riprovarci. Con un nuovo presidente, ovviamente.
La manovra fu avvolgente: politica da una parte, spettacolare dall'altra. Organizzare manifestazioni d'alto livello e invitare le autorità: ecco spiegata la strategia. L'Italia allestì ad esempio i mondiali del '76: li seguirono, entusiasti, l'allora presidente del Coni, Giulio Onesti, e Mario Pescante, già all'epoca segretario generale del comitato olimpico. Fu un successone che lasciò un ricordo entusiasta nel vertice dello sport italiano. Piano piano la stessa cosa succedeva in ogni altra nazione: ogni manifestazione serviva a creare il consenso attorno ai parà. All'inizio degli anni '80, ecco la svolta. Il nuovo presidente del Comitato internazionale dei paracadutisti, Uwe Backaman, ripropone il problema alla Fai, nella quale svolge le mansioni di segretario un
italiano, Iginio Guagnellini. I tempi sono cambiati, i parà sono visti in una luce ben differente, anche perché i comitati olimpici dei vari passi sono sensibilizzati sul problema.
"Nella cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Seoul, i paracadutisti hanno saputo eguagliare. come spettacolarità, le più complesse coreografie messe in mostra dai coreani. Un buon esordio. in vista della piena ammissione del paracadutismo come disciplina sportiva".
Una svolta determinante giunge con il riconoscimento del paracadutismo come disciplina olimpica. Ciò non significa ancora che, automaticamente, sarà nel cartellone dei Giochi, né che in un'occasione ben definita verrà presentato quale sport dimostrativo. Però è il riconoscimento di un "rango” che non ammette retromarce. È un punto fermo che potrà portare solo sviluppo del paracadutismo come disciplina olimpica è un punto fermo che potrà portare solo sviluppi. Dopo Seoul si apre un nuovo capitolo, tutto da scrivere. Ancora di marca Italiana è passo intermedio che deve avvicinare alla meta: partecipare a Seoul. In qualche modo, ma esserci. Ecco allora la coppa del Mondo dei Campioni, che si tiene volutamente, un anno prima. nella capitale sud-coreana. Il ghiaccio è rotto il resto è storia recente. Venticinque parà americani restano a lungo a Seoul per studiare la figura dei cinque cerchi olimpici (cinque atleti per ogni cerchio) e ripeterla in una infinità di prove: tutto il mondo l'avrebbe visto in apertura della manifestazione, era obbligatorio metterla a punto senza sbavature. Poi ecco giungere tutti gli altri e lanciarsi, il giorno della cerimonia, in un interminabile e bellissimo salto collettivo terminato con un atterraggio di precisione e gli applausi scroscianti della gente. Nel gruppo anche un nostro campione, il bolognese Michele Maver. Questa è la sintetica storia di quelle che è successo fino a Seoul. Adesso si apre un nuovo capitolo, tutto da scrivere.
CONSEGNA MEDAGLIE E DIPLOMI AI CAMPIONI NAZIONALI DESIGNATIDALLA COMMISSIONE SPORTIVA CENTRALE PER L'ANNO 1988
VOLO A MOTORE
- ENZO BONI - Campione Italiano di Rally (Ae. C. REGGIO-EMILIA) - ERNESTO COLLI - Navigatore del Campione Italiano di Rally (Ae. C. REGGIO-EMILIA) -MAURIZIO ARMIRAGLIO - Campione Italiano di Rally Juniores (Ae.C. VERGIATE) - CLAUDIO TOVAGLIERI - Navigatore del Campione Italiano di Rally Juniores (Ae.C. VERGIATE) -TOMMASO MORETTI - Campione Italiano di Acrobazia Aerea (Ae.C. LUGO) Categoria Illimitata - MARCO BRUSA - Campione Italiano di Acrobazia Aerea (Ae.C. MILANO) Categoria Intermedia - LUDOVICO BERNARDI - Campione Italiano di Acrobazia Aerea (Ae.C. LUGO) Categoria Avanzata - PAOLO FALCONI - Campione Italiano di Acrobazia Aerea (Ae.C. VITERBO) Categoria Sportman
VOLO E VELA
- GALETTO GIORGIO - Campione Italiano 15 m. (Ae.C. BOLZANO) - RICCARDO BRIGLIADORIJ - Campione Italiano CL. STANDARD (Ae.C. MILANO) - ROBERT MONTI - Campione Italiano CL. LIBERA (Ae.C.V.A.L.) - ANGELO GRITTI - Campione Italiano CL. CLUB (Ae.V.A.) - ALBERTO RIGHINI - Campione Italiano (A. V.A.L.) Categoria Promozionale RITIRA IL PREMIO IL PRESIDENTE
PARACADUTISMO
- ALESSANDRO RUGGERI - Campione Italiano (C.S.E.) Combinata Maschile Campione Italiano Precisione Maschile - PAOLO FILIPPINI - Campione Italiano Stile Maschile (C.S.E.) -SUSANNA MATARAZZO - Campionessa Italiana (Ae.C. SAVONA) Combinata Femminile
Campionessa' Italiana Precisione Femminile -MARTUZZI FRANCESCA - Campionessa Italiana (Ae.C. BOLOGNA) Stile Femminile - CENTRO SPORTIVO ESERCITO - Squadra Campione Italiana di Precisione - AERO CLUB VERCELLI - Squadra Campione Italiana Di Lavoro Relativo A 4
Una svolta determinante giunge con il riconoscimento del paracadutismo come disciplina olimpica. Ciò non significa ancora che, automaticamente, sarà nel cartellone dei Giochi, né che in un'occasione ben definita verrà presentato quale sport dimostrativo. Però è il riconoscimento di un "rango” che non ammette retromarce. È un punto fermo che potrà portare solo sviluppo del paracadutismo come disciplina olimpica è un punto fermo che potrà portare solo sviluppi. Dopo Seoul si apre un nuovo capitolo, tutto da scrivere. Ancora di marca Italiana è passo intermedio che deve avvicinare alla meta: partecipare a Seoul. In qualche modo, ma esserci. Ecco allora la coppa del Mondo dei Campioni, che si tiene volutamente, un anno prima. nella capitale sud-coreana. Il ghiaccio è rotto il resto è storia recente. Venticinque parà americani restano a lungo a Seoul per studiare la figura dei cinque cerchi olimpici (cinque atleti per ogni cerchio) e ripeterla in una infinità di prove: tutto il mondo l'avrebbe visto in apertura della manifestazione, era obbligatorio metterla a punto senza sbavature. Poi ecco giungere tutti gli altri e lanciarsi, il giorno della cerimonia, in un interminabile e bellissimo salto collettivo terminato con un atterraggio di precisione e gli applausi scroscianti della gente. Nel gruppo anche un nostro campione, il bolognese Michele Maver. Questa è la sintetica storia di quelle che è successo fino a Seoul. Adesso si apre un nuovo capitolo, tutto da scrivere.
CONSEGNA MEDAGLIE E DIPLOMI AI CAMPIONI NAZIONALI DESIGNATIDALLA COMMISSIONE SPORTIVA CENTRALE PER L'ANNO 1988
VOLO A MOTORE
- ENZO BONI - Campione Italiano di Rally (Ae. C. REGGIO-EMILIA) - ERNESTO COLLI - Navigatore del Campione Italiano di Rally (Ae. C. REGGIO-EMILIA) -MAURIZIO ARMIRAGLIO - Campione Italiano di Rally Juniores (Ae.C. VERGIATE) - CLAUDIO TOVAGLIERI - Navigatore del Campione Italiano di Rally Juniores (Ae.C. VERGIATE) -TOMMASO MORETTI - Campione Italiano di Acrobazia Aerea (Ae.C. LUGO) Categoria Illimitata - MARCO BRUSA - Campione Italiano di Acrobazia Aerea (Ae.C. MILANO) Categoria Intermedia - LUDOVICO BERNARDI - Campione Italiano di Acrobazia Aerea (Ae.C. LUGO) Categoria Avanzata - PAOLO FALCONI - Campione Italiano di Acrobazia Aerea (Ae.C. VITERBO) Categoria Sportman
VOLO E VELA
- GALETTO GIORGIO - Campione Italiano 15 m. (Ae.C. BOLZANO) - RICCARDO BRIGLIADORIJ - Campione Italiano CL. STANDARD (Ae.C. MILANO) - ROBERT MONTI - Campione Italiano CL. LIBERA (Ae.C.V.A.L.) - ANGELO GRITTI - Campione Italiano CL. CLUB (Ae.V.A.) - ALBERTO RIGHINI - Campione Italiano (A. V.A.L.) Categoria Promozionale RITIRA IL PREMIO IL PRESIDENTE
PARACADUTISMO
- ALESSANDRO RUGGERI - Campione Italiano (C.S.E.) Combinata Maschile Campione Italiano Precisione Maschile - PAOLO FILIPPINI - Campione Italiano Stile Maschile (C.S.E.) -SUSANNA MATARAZZO - Campionessa Italiana (Ae.C. SAVONA) Combinata Femminile
Campionessa' Italiana Precisione Femminile -MARTUZZI FRANCESCA - Campionessa Italiana (Ae.C. BOLOGNA) Stile Femminile - CENTRO SPORTIVO ESERCITO - Squadra Campione Italiana di Precisione - AERO CLUB VERCELLI - Squadra Campione Italiana Di Lavoro Relativo A 4
Da Folgore
Attualità
Paracadutismo
e olimpiadi
di Valdimiro Rossi
Perché il paracadutismo non si afferma come sport e non ottiene l'ammissione ai Giochi.
Il quadro italiano. Cosa fare in vista di una possibile "Roma 2004"
Chissà quanti han fatto le ore piccole. con tutto ciò che comporta. per soddisfare il desiderio di vedere in tempo reale, cioè nel momento stesso in cui si verifica. lo spettacolo della cerimonia di apertura delle Olimpiadi del Centenario.
Non si poteva non essere presenti al grande evento.
Sui molti paracadutisti che certamente c'erano. aleggiava - conscio od inconscio il desiderio di rivivere Seul '88, ancora così vividamente presente nella mente.
Allora, molti credettero che ormai fosse fatta, che il paracadutismo fosse sulla strada giusta per esser riconosciuto sport olimpico. Ci si diceva che un tale spettacolo non poteva che aver fatto breccia nella mente e nei cuori di quanti l'avevano ammirato. Lo splendore dei cinque cerchi olimpici formati nel cielo da paracadutisti in caduta libera. l'incredibile atterraggio di precisione di un pentaplano nell'interno dello stadio ed infine il fantasmagorico susseguirsi di atterraggi di precisione di un serpentone che pareva non aver mai fine. Una dimostrazione di abilità e perizia. di pianificazione ed esecuzione impeccabili. La speranza era corroborata dalla convinzione che se gli statunitensi, cui si doveva in maggior parte l'eccezionale exploit. erano stati capaci di tanto in una terra così lontana. chissà cosa avrebbero fatto a casa loro.
Invece ad Atlanta '96 neppure l'ombra del paracadutismo. proprio come a Barcellona '92.
Quei paracadutisti davanti ai televisori, al termine della cerimonia. sentirono un pesante disagio interiore. Sentivano d'essere stati ingiustamente esclusi e si chiedevano per quali motivi il paracadutismo non fosse stato preso in considerazione prima di Seul .88. per quali motivi proprio in quell'occasione vi fu il clamoroso debutto. peraltro senza un seguito ed, infine se vi fossero chanches per uno sviluppo futuro.
Le considerazioni partono dalla constatazione che non esiste una federazione internazionale di paracadutismo che agisca con le finalità di qualunque altra federazione sportiva. che sono la definizione dei parametri la divulgazione ed il perseguimento della affermazione dello sport rappresentato. ivi incluso il riconoscimento olimpico qualora non ancora ottenuto il che postula la preventiva costruzione del consenso nazionale ed internazionale.
Nel contempo l'informazione è totalmente assente. non c'è produzione di organi di Stampa, qualificati e autorevoli perchè espressione di organismo internazionale, riconosciuto. Ove dibattere le tematiche dello sport del paracadutismo.
L'altra campana sostiene che il paracadutismo è rappresentato dalla FAI (Federazione Aeronautica Internazionale) e, nel suo ambito. dalla apposita commissione alle riunioni della quale partecipa un rappresentante dell'Aero Club d'Italia. il Delegato di Specialità. Cosa dicano e cosa facciano questi personaggi non è dato di saperlo. L'unica testimonianza della loro esistenza sono le varianti alle regole di competizione che ci sfornano ogni anno (altre cose le fanno ma non sono divulgate).
Inutile e ridondante sarebbe riprendere qui un dibattito ormai antico. che peraltro non ha mai visto il prevalere - sul piano nazionale - di una tesi, semplicemente per abbandono di campo, anzi in qualche caso per cambio di scelta di campo (leggasi: ribaltone). come pare esser tanto di moda
di questi tempi. Ma è ormai universalmente condiviso che gli Aero Club non possono rappresentare il paracadutismo, per incomprensione e incompatibilità congenite. I pochi piloti che abbiano fatto un lancio con paracadute potranno iscriversi al Caterpillar Club. ma non potranno mai capire lo spirito di chi abbandona un velivolo per sport, anzi nel loro animo tale atto è legato alla terrificante possibilità dell'avaria al velivolo e del suo forzato abbandono. Per inciso va poi ricordato che lo sport non consiste nell'abbandonare il velivolo. così come per lo sciatore non è rappresentato dall'abbandonare l'impianto di salita e che non è la società delle funivie che gestisce lo sci. E che dire della antidemocratica ed incostituzionale norma degli Aero Club, in virtù della quale i soci paracadutisti ed altri presunti sub sky-god (sky-god=pilota) non hanno gli stessi diritti dei soci piloti?
La velocità del susseguirsi dei cambiamenti del nostro tempo non ha precedenti storici. eppure taluni, incartapecoriti. non ne avvertono gli effetti. I fatti. peraltro sono assai eloquenti. Coloro che abbandonarono l’A.N.P.d’I. matrice culla e. se si vuole anche matrigna del paracadutismo civile ed anche di quello agonistico. per approdare tra le braccia dell'AeCI - questo sì, sicuramente matrigno - da qualche tempo si danno un gran daffare per sottrarsi all'abbraccio che ora appare loro letale. Fioriscono le associazioni ed è sorta anche un'altra federazione sportiva (dopo quella primigenia e mai soppressa nata per volontà dei fondatori dell'A.N.P.d’I. quella della federazione delle federazioni: l'AeCI e di quella rifondata qualche anno fa dall'A.N.P.d.'l. stessa). che pubblicano belle riviste patinate ed hanno proprie pagine anche su Internet. Su di esse bellissime fotografie, notevole grafica. copertura esauriente degli avvenimenti agonistici, tanta e tanta pubblicità, ma di informazione vera se ne legge poca. Il dibattito, ai esempio, che si legge ultimamente tratta della sicurezza, al riguardo della quale, farebbe bene una rilettura delle annate, arretrate di questa Rivista, anche se soli per evitare ripetizioni. Vi si leggerebbe tra l'altro la previsione. del resto lapalissiana che il conferimento dell'autorità certificatriva. di controllo ed ispettiva ad un'entità priva di qualsiasi expertise paracadutisti quale è il Ministero dei Trasporti. oltre ad essere gravemente compromissorio per la sicurezza, avrebbe avuto in sè il germe dell'anarchia. Di conseguenza ogni SCUOLA od istruttore. certificati da incompetenti organi. avrebbero operato senza alcun con trollo che non fosse la coscienza individuale (merce sempre più rara da reperire)finendo quasi ineluttabilmente vittime della logica del profitto.
Chi è pensoso delle sorti del paracadutismo chi lo ama. prova un enorme rammarico immaginando cosa sarebbe potuto diventare se. invece di abbandonare la casa madre. spesso per l'orinarsi il proprio piccolo reame. tutti avessero profuso risorse ed iniziative nel suo ambito. accettando anche la diversità dei soci e premiando. quindi. L’animus comune.
Senza voler erigersi a giudici e senza intenzione di chiedere i conti a chicchessia bisogna purtroppo riconoscere che prevalse la presunzione: la generosità. che pure è la dote caratteristica del paracadutista. fu latitante.
Prenderne atto sarebbe dimostrazione di onestà intellettuale. di grande senso di responsabilità e costituirebbe la partenza giusta per rifondare il paracadutismo civile italiano. Questo non ha potuto decollare. nè tantomeno volare alto. Lo testimoniano i magri risultati ottenuti in campo agonistico internazionale e lo scarso livello di competitività.
.
L'Oro mondiale l'han saputo conquistare solo atleti e compagini militari. Sì. Proprio il frutto di quella militarità che pare ad alcuni immotivatamente non poco indigesta. Ciò va detto non con malanimo ma per indurre a riflettere sui motivi che hanno consentito tali risultati, cui certamente metodo. organizzazione e struttura non sono alieni.
Al volo basso si è accompagnata carenza cronica di informazione e assenza di stimoli per ibattiti sereni ed aperti. I media continuano ad ignorare il paracadutismo. come ne fu eclatante riprova lo scarno e approssimativo, scialbo e totalmente non professionale commento dei nostri telecronisti
Il quadro italiano. Cosa fare in vista di una possibile "Roma 2004"
Chissà quanti han fatto le ore piccole. con tutto ciò che comporta. per soddisfare il desiderio di vedere in tempo reale, cioè nel momento stesso in cui si verifica. lo spettacolo della cerimonia di apertura delle Olimpiadi del Centenario.
Non si poteva non essere presenti al grande evento.
Sui molti paracadutisti che certamente c'erano. aleggiava - conscio od inconscio il desiderio di rivivere Seul '88, ancora così vividamente presente nella mente.
Allora, molti credettero che ormai fosse fatta, che il paracadutismo fosse sulla strada giusta per esser riconosciuto sport olimpico. Ci si diceva che un tale spettacolo non poteva che aver fatto breccia nella mente e nei cuori di quanti l'avevano ammirato. Lo splendore dei cinque cerchi olimpici formati nel cielo da paracadutisti in caduta libera. l'incredibile atterraggio di precisione di un pentaplano nell'interno dello stadio ed infine il fantasmagorico susseguirsi di atterraggi di precisione di un serpentone che pareva non aver mai fine. Una dimostrazione di abilità e perizia. di pianificazione ed esecuzione impeccabili. La speranza era corroborata dalla convinzione che se gli statunitensi, cui si doveva in maggior parte l'eccezionale exploit. erano stati capaci di tanto in una terra così lontana. chissà cosa avrebbero fatto a casa loro.
Invece ad Atlanta '96 neppure l'ombra del paracadutismo. proprio come a Barcellona '92.
Quei paracadutisti davanti ai televisori, al termine della cerimonia. sentirono un pesante disagio interiore. Sentivano d'essere stati ingiustamente esclusi e si chiedevano per quali motivi il paracadutismo non fosse stato preso in considerazione prima di Seul .88. per quali motivi proprio in quell'occasione vi fu il clamoroso debutto. peraltro senza un seguito ed, infine se vi fossero chanches per uno sviluppo futuro.
Le considerazioni partono dalla constatazione che non esiste una federazione internazionale di paracadutismo che agisca con le finalità di qualunque altra federazione sportiva. che sono la definizione dei parametri la divulgazione ed il perseguimento della affermazione dello sport rappresentato. ivi incluso il riconoscimento olimpico qualora non ancora ottenuto il che postula la preventiva costruzione del consenso nazionale ed internazionale.
Nel contempo l'informazione è totalmente assente. non c'è produzione di organi di Stampa, qualificati e autorevoli perchè espressione di organismo internazionale, riconosciuto. Ove dibattere le tematiche dello sport del paracadutismo.
L'altra campana sostiene che il paracadutismo è rappresentato dalla FAI (Federazione Aeronautica Internazionale) e, nel suo ambito. dalla apposita commissione alle riunioni della quale partecipa un rappresentante dell'Aero Club d'Italia. il Delegato di Specialità. Cosa dicano e cosa facciano questi personaggi non è dato di saperlo. L'unica testimonianza della loro esistenza sono le varianti alle regole di competizione che ci sfornano ogni anno (altre cose le fanno ma non sono divulgate).
Inutile e ridondante sarebbe riprendere qui un dibattito ormai antico. che peraltro non ha mai visto il prevalere - sul piano nazionale - di una tesi, semplicemente per abbandono di campo, anzi in qualche caso per cambio di scelta di campo (leggasi: ribaltone). come pare esser tanto di moda
di questi tempi. Ma è ormai universalmente condiviso che gli Aero Club non possono rappresentare il paracadutismo, per incomprensione e incompatibilità congenite. I pochi piloti che abbiano fatto un lancio con paracadute potranno iscriversi al Caterpillar Club. ma non potranno mai capire lo spirito di chi abbandona un velivolo per sport, anzi nel loro animo tale atto è legato alla terrificante possibilità dell'avaria al velivolo e del suo forzato abbandono. Per inciso va poi ricordato che lo sport non consiste nell'abbandonare il velivolo. così come per lo sciatore non è rappresentato dall'abbandonare l'impianto di salita e che non è la società delle funivie che gestisce lo sci. E che dire della antidemocratica ed incostituzionale norma degli Aero Club, in virtù della quale i soci paracadutisti ed altri presunti sub sky-god (sky-god=pilota) non hanno gli stessi diritti dei soci piloti?
La velocità del susseguirsi dei cambiamenti del nostro tempo non ha precedenti storici. eppure taluni, incartapecoriti. non ne avvertono gli effetti. I fatti. peraltro sono assai eloquenti. Coloro che abbandonarono l’A.N.P.d’I. matrice culla e. se si vuole anche matrigna del paracadutismo civile ed anche di quello agonistico. per approdare tra le braccia dell'AeCI - questo sì, sicuramente matrigno - da qualche tempo si danno un gran daffare per sottrarsi all'abbraccio che ora appare loro letale. Fioriscono le associazioni ed è sorta anche un'altra federazione sportiva (dopo quella primigenia e mai soppressa nata per volontà dei fondatori dell'A.N.P.d’I. quella della federazione delle federazioni: l'AeCI e di quella rifondata qualche anno fa dall'A.N.P.d.'l. stessa). che pubblicano belle riviste patinate ed hanno proprie pagine anche su Internet. Su di esse bellissime fotografie, notevole grafica. copertura esauriente degli avvenimenti agonistici, tanta e tanta pubblicità, ma di informazione vera se ne legge poca. Il dibattito, ai esempio, che si legge ultimamente tratta della sicurezza, al riguardo della quale, farebbe bene una rilettura delle annate, arretrate di questa Rivista, anche se soli per evitare ripetizioni. Vi si leggerebbe tra l'altro la previsione. del resto lapalissiana che il conferimento dell'autorità certificatriva. di controllo ed ispettiva ad un'entità priva di qualsiasi expertise paracadutisti quale è il Ministero dei Trasporti. oltre ad essere gravemente compromissorio per la sicurezza, avrebbe avuto in sè il germe dell'anarchia. Di conseguenza ogni SCUOLA od istruttore. certificati da incompetenti organi. avrebbero operato senza alcun con trollo che non fosse la coscienza individuale (merce sempre più rara da reperire)finendo quasi ineluttabilmente vittime della logica del profitto.
Chi è pensoso delle sorti del paracadutismo chi lo ama. prova un enorme rammarico immaginando cosa sarebbe potuto diventare se. invece di abbandonare la casa madre. spesso per l'orinarsi il proprio piccolo reame. tutti avessero profuso risorse ed iniziative nel suo ambito. accettando anche la diversità dei soci e premiando. quindi. L’animus comune.
Senza voler erigersi a giudici e senza intenzione di chiedere i conti a chicchessia bisogna purtroppo riconoscere che prevalse la presunzione: la generosità. che pure è la dote caratteristica del paracadutista. fu latitante.
Prenderne atto sarebbe dimostrazione di onestà intellettuale. di grande senso di responsabilità e costituirebbe la partenza giusta per rifondare il paracadutismo civile italiano. Questo non ha potuto decollare. nè tantomeno volare alto. Lo testimoniano i magri risultati ottenuti in campo agonistico internazionale e lo scarso livello di competitività.
.
L'Oro mondiale l'han saputo conquistare solo atleti e compagini militari. Sì. Proprio il frutto di quella militarità che pare ad alcuni immotivatamente non poco indigesta. Ciò va detto non con malanimo ma per indurre a riflettere sui motivi che hanno consentito tali risultati, cui certamente metodo. organizzazione e struttura non sono alieni.
Al volo basso si è accompagnata carenza cronica di informazione e assenza di stimoli per ibattiti sereni ed aperti. I media continuano ad ignorare il paracadutismo. come ne fu eclatante riprova lo scarno e approssimativo, scialbo e totalmente non professionale commento dei nostri telecronisti
Proposte
Paracadutismo
La prima richiesta la presentò Cannarozzo nel '48 a Venezia
"Paracadutismo e Olimpiadi", il documentato e suggestivo articolo del Gen. Valdimiro Rossi pubblicato sul numero scorso di "Folgore", non mancherà certo di accendere l'interesse dei paracadutisti italiani ai quali rinnoviamo l'invito a partecipare — con idee e proposte - al dibattito sull'attualissimo argomento proposto dall'intervento del nostro ex Presidente nazionale.
Argomento attualissimo perchè legato all'eco non ancora spento delle recenti Olimpiadi di Atlanta ed alla speranza di poter ospitare a Roma i Giochi del 2004
con l'auspicio di vedere nei cieli italiani aprirsi i paracadute sia pure in maniera dimostrativa in attesa di ottenere l'ammissione ufficiale tra le discipline agonistiche.
Argomento attualissimo eppure con radici antiche se è vero che se ne parlò addirittura nel 1948 in occasione della prima riunione internazionale di paracadutisti del dopoguerra: riunione che in pratica segnò la nascita del paracadutismo sportivo internazionale. Iniziativa pionieristica di grande importanza da ascrivere a merito principale del paracadutismo italiano: la riunione nacque infatti da un' idea di Totò Cannarozzo (un asso del paracadutismo mondiale) che la realizzò convocando a Venezia - nell'autunno del 1948 - alcuni dei più bei nomi del paracadutismo europeo di allora.
In quella sede nacque, su iniziativa italiana,il paracadutismo sportivo internazionale.
Il primo Campionato del mondo a Bled nel '51
La secca opposizione all'idea olimpica da parte della F.A.I. in una nota del '58
Quel giorno intervennero a Venezia francesi, jugoslavi e italiani per studiare i modi e le possibilità di trasformare il paracadutismo da attività di guerra (appena conclusa) in attività sportiva. Seduti attorno ad un tavolo studiarono la proposta italiana e decisero di organizzare delle gare basate sull'atterraggio più vicino al centro di un cerchio di 50 metri di diametro: vincerà chi si avvicinerà maggiormente al centro. Siamo nel 1948, l'unico mezzo di lancio è il paracadute residuato di guerra: non deve quindi far sorridere se i 50 metri di allora si sono ora ristretti a 5 centimetri"
A Venezia si fanno poche chiacchiere: l'Italia ha dato l'idea, la Francia s'impegna a trattare presso la F.A.I. (Federazione Aeronautica Internazionale) le modalità di gara e la Jugoslavia si prenota per organizzare il 1° Campionato mondiale di paracadutismo sportivo. Viene fissata la data: 1951.11 1° Campionato mondiale si svolgerà, in un clima di grande entusiasmo, a Bled in Jugoslavia e vedrà il nostro Milani dominare nella precisione.
Nella riunione di Venezia in cui nacque il paracadutismo sportivo internazionale e si gettano le basi per il Campionato mondiale, si parla anche del sogno di portare il paracadutismo alle Olimpiadi. Proposta che verrà poi ripresa qualche anno dopo dalla rivista "Folgore" che si batte - purtroppo senza successo - per inserire il paracadutismo alle Olimpiadi di Roma '60.
Personalmente rilanciai la proposta anche sulla rivista francese "Para Presse" nel 1958 ricevendo. però, una secca risposta negativa da parte di Vincent Balesi. l'allora delegato dell'Aero Club di Francia presso la F.A.I.
"Il corrispondete di "Para Presse" Giovanni Piccinni - scrive Vincent Balesi -chiede. nel n.23 del mese di dicembre. che i paracadutisti siano ammessi ai Giochi olimpici. Nella mia veste di delegato dell'Aero Club di Francia presso la Federazione Aeronautica Internazionale. ho il dovere di precisare che esiste una confusione nello spirito di quanti chiedono con insistenza che i paracadutisti vengano ammessi a partecipare ai Giochi olimpici. Infatti il Comitato Internazionale Olimpico ammette nel programma dei Giochi solo gli sport atletici. ginnici, di combattimento (boxe. scherma. lotta, tiro). equestri,ciclistici. il pentathlon moderno e. inoltre, una manifestazione d'arte. Il paracadutismo è uno sport aereo. Gli sport aerei sottostanno alla disciplina degli Aero Clubs nazionali a loro volta raggruppati in seno alla Federazione Aeronautica Internazionale. Studieremo successivamente il rinnovamento dei Giochi olimpici nei tempi moderni..."
Promesse, naturalmente, rimaste sulla carta: a distanza di quasi 40 anni non è stato fatto un solo passo avanti (a parte l'illusoria meteora di Seul '88) come del resto ha magistralmente documentato Valdimiro Rossi nel suo articolo del mese scorso su "Folgore".
Giovanni Piccinni
Questa attività che amo più di ogni altra cosa e anzichè essere incoraggiato (elogiato sarebbe pretender troppo), mi sento dire dalla mia associazione d'arma che non valgo nulla perchè dei militari i quali non pagano i lanci, non pagano i materiali. non pagano le visite mediche, non pagano le spese di trasferta, insomma non cacciano fuori una lira di tasca loro ma anzi sono stipendiati dallo stato e quindi anche da me per fare i lanci ed allenarsi. sono più bravi di me.
Allora Signor Generale mi dici che sbaglio ad associarmi ad altri paracadutisti che vogliono come me fare agonismo, vogliono ottenere dei risultati, vogliono autogestirsi per cercare di migliorare le proprie condizioni sportive, sia sotto l'aspetto tecnico-agonistico. che sotto quello economico, che cercano comunque di far sentire la propria voce. Perchè, Signor Generale, sbaglio a fare questo, cosa mi dà l' A.N.P.d'I. oltre all'orgoglio ed al caro e sempre vivo ricordo di esse' re appartenuto ad una gloriosa e prestigiosa brigata"?
Signor Generale, lei ha scritto cose giuste nel suo articolo, allora se il merito dei risultati ottenuti in campo agonistico è frutto di metodo ed organizzazione, se l'A.N.P.d'I. ha queste potenzialità, inizi lei Signor Generale a dimostrarci tutto questo, faccia girare a turno ogni due settimane nei centri in cui i paracadutisti sono iscritti all'A.N.P.d'l. degli elicotteri o altri velivoli che permettano di allenarsi gratuitamente anche agli ex militari in campo agonistico e non solo per sporadici lanci vincolati.
Si rammenti inoltre, Signor Generale, che se fino ad oggi i soci A.N.P.d'l. in particolare quelli che eseguono il lancio con il "tondo" per il controllo militare (1° e 2° lancio) hanno avuto la possibilità di lanciarsi, ciò è stato possibile grazie ed esclusivamente a quei titolari di centri CIVILI che a loro rischio e pericolo hanno messo a disposizione velivoli, struttura ed esperienza.
Organizzi lei delle competizioni sportive nazionali ed internazionali, con lanci di gara e di allenamento con iscrizioni gratuite ai concorrenti italiani "civili" altrimenti quello che ha scritto non avrà valore alcuno Signor Generale, dimostri la "forza" dell'A.N.P.d'I. con i fatti più che con le parole e si assicurerà tutta la stima del mondo del paracadutismo.
Dia possibilità a pari condizioni di manifestare A TUTTI e non solo ai militari le proprie potenzialità dopodichè se i risultati verranno ancora solamente dall'ambito militare allora si potrà pregiarsi di questi, allorà sì che lei avrà veramente ragione Signor Generale.
Altrimenti tutti coloro i quali praticano questo sport pagando di tasca loro e soprattutto i competitori civili ed ex militari, resteranno in attesa delle sue scuse Signor Generale".
Dino Cardinali (e altri soci di Alimarche)
Ed ecco la risposta del Gen. Valdimiro Rossi:
Quando in Redazione è giunto questo fax ci siamo chiesto dove avevamo sbagliato nel nostro articolo, poichè la replica non appariva in tema: forse non eravamo riusciti a trasmettere il messaggio.
Il riesame di quanto pubblicato ha indicato che il titolo era esplicito, la trattazione pertinente, il tono pacato, e che l'intenzione dichiarata era di esaminare lo status quo del paracadutismo in Italia e nel mondo in relazione alla possibilità che la disciplina del paracadutismo fosse ammessa tra quelle che disputano i giochi alle Olimpiadi.
E' vero che nel testo si accenna al fatto che in Italia i risultati agonistici di maggior spicco sono stati ottenuti da compagini militari, il che è un dato di fatto, per altro non peculiare del solo paracadutismo. Infatti, nella gran parte degli sport. quali ad esempio l'atletica o lo sci. gli atleti di spicco sono militari. Dato di fatto del quale non ci si è affatto dichiarati soddisfatti.
Dunque, l'aver ricordato un dato di fatto ha offeso i paracadutisti di Alimarche. che hanno stilato un documento che ha le caratteristiche del vero e proprio "manifesto" con tanto di firme autografe e che pretendono delle scuse.
Vediamo di andare con ordine.
In calce all'articolo si è chiesto contributo di pensiero per operare al fine di guadagnarsi l'agognata ammissione ai giochi olimpici. Non si può dire di averne avuto. Si è invece avuta la rimasticazione di un'antica diatriba che contraddistingue lo sport nel nostro Paese.
L'estensore dell'articolo non ha bisogno d'esser sollecitato ad "immaginare'', chè tutto questo. ed altro ancora, non solo gli è ben noto ma lo ha sempre posto alla base della sua opera nel campo del paracadutismo. convinto com'è che anche in Italia sia necessario dare allo sport in generale ed al paracadutismo in particolare l'assetto decoroso ed efficiente che certamente merita. proprio grazie a quei paracadutisti che si pagano il lancio e tutti i balzelli che ora vi sono connessi. Lo testimoniano. se non altro, i numerosi articoli pubblicati su annate di "Folgore". ma forse ancor più una sia pur superficiale conoscenza dell'uomo. che per aver praticato il paracadutismo. anche da elevati osservatori, per oltre quarant'anni. forse ne ha recepito qualcosa.
La tematica trattata nel fax era oggetto di esame e discussione quando. forse, i suoi estensori non avevano ancora l'età.
Ma tutto ciò ha poca importanza se pur ne ha. come poca importanza ha l'esser stato apostrofino con poco garbo. Ciò che veramente conta e che intristisce è constatare che non si ha coscienza dei veri problemi. nè tanto meno ci si rende conto d'esserne una causa, sia pure involontaria.
Il motivo del non essere del paracadutismo civile italiano sta proprio nella condizione di "sparpagliati”, come direbbe Pappagone. in cui langue. Possibile che non si realizzi che solo nell'unione si può trovare la forza per promuovere cambiamenti atti ad eliminare proprio la condizione lamentata. che è la logica conseguenza di una normativa sbagliata (perchè non si ispira al principio della "sicurezza priorità uno") e profondamente ingiusta?
Purtroppo non è di consolazione sapere di averlo previsto per tempo, quando si trattava di tare proposte attuative dell'ormai famigerato DPR 566/88. e negli incontri si tentava di convincere la neonata Associazione degli Istruttori che era necessario dar vita ad una organizzazione forte ed unica, piuttosto che a quella da loro concepita, frammentata in tanti piccoli nuclei (le scuole ed i Centri), che non avrebbero dovuto render conto a nessuno (poiché il Ministero dei Trasporti. non per malavoglia ma per struttura, non è in grado di esercitare controllo alcuno, nè tantomeno di impartire direttive).
Si volle assumere che i dirigenti delle strutture fossero adamantini e super competenti, in grado di governarsi autonomamente. Un apprezzamento della qualità umana clamorosamente errato e solarmente senza fondamento alcuno. E il paracadutismo civile è divenuto tragicamente un commercio. come si era invano sostenuto.
Si sostenne allora e si sostiene tuttora che non c'è nulla di male nel commercio. E' vero, ma allora non si pretenda di parlare di sport. che è ben altra cosa. ne tantomeno si abbia l'impudenza di volersi erigere a suoi paladini.
Se ci si perita di allargare un pochino l'orizzonte, spingendosi al di là delle Alpi. ad esempio. dove certamente molti paracadutisti italiani hanno assidue frequentazioni, si scopre che lo sport, paracadutismo incluso, gode di ben altra organizzazione. che fa capo ad un Ministero, con strutture verticali di demoltiplicazione, capaci di assicurare l'indirizzo, il controllo, la sicurezza ed un adeguato budget. Sì. perchè lo sport, sia per i cittadini quanto per la Nazione, è ritenuto importante. E' un bene comune che non può esser lasciato all'arbitrio, nè alle leggi del commercio di singoli o piccoli gruppi.
E i risultati si vedono.
In Italia, invece, ed è questo il vero problema. lo sport è dominio del CONI dove domina a sua volta il Calcio, che da noi da tempo ha perso ogni connotazione distintiva dello sport. per approdare a quella dello spettacolo con un giro di capitali colossale ed ingaggi miliardari. Ma qui il discorso sarebbe troppo lungo e ci porterebbe fuori tema.
Al CONI fanno capo le Federazioni. che dovrebbero avere struttura democratica rappresentativa sancita da uno Statuto riconosciuto ed approvato. nella quale i dirigenti sono eletti e nella quale gli elettori hanno possibilità di controllo e verifica.
Senza addentrarsi nella verità vera dello status quo, esaminiamo brevemente il paracadutismo. anche a rischio di ripetere quanto già scritto nell'articolo in questione.
Il paracadutismo non ha una propria Federazione riconosciuta. L'unica organizzazione di paracadutismo esistente in Italia, che sia riconosciuta (ha uno Statuto che è legge dello Stato) è l'A.N.P.d'I. organizzata verticalmente (ivi incluso un Centro Sportivo nazionale che si configura come una vera e propria federazione sportiva) e con presenza su tutto il territorio italiano. Ma. paradossalmente. ad essa si vuole negare qualsiasi competenza in campo sportivo, ignorando che è lo Statuto a conferirgliela.
Invece, il paracadutismo è stato coartato dall'Aero Club d'Italia nella sua veste di Federazione sportiva e poco o nulla vale che non c'azzecchi proprio. Come già si è detto: lo sport dello sci non è gestito dalla società delle funivie. E se fosse necessaria una prova provata basti considerare cosa tale federazione ha fatto per il paracadutismo ad oggi.
Che abbia fatto poco o nulla lo dimostra anche il fatto che già più di un soggetto ha tentato o sta tentando di fare una nuova Federazione di paracadutismo. che per ora rimane un'associazione di un gruppo di gentiluomini che sono andati da un notaio a far registrare le loro affermazioni. Davide e Golia. ma questa volta le possibilità di Davide sono tendenti a zero. Golia è potente e non è affatto disposto a farsi sottrarre il paracadutismo. non perchè lo ami. tutt'altro. ma perchè vi farebbe riscontro un diffalco dei contributi CONI.
Questa. in breve. è la nostra tragica storia e realtà. E finchè sarà così per lo sport del paracadutismo non ci saranno nè budget. nè incentivi, nè stages a carico della Federazione, nè aerei, nè paracadute. nè nulla di nulla.
Tutto questo è stato denunciato nell'articolo e si è detto: se non vi sta bene, come certo non vi sta bene, allora vediamo cosa si può fare. parliamone, discutiamone, ma teniamo ben presente clic il successo postula l'unione di tutti i paracadutisti ed una struttura adeguata. idonea ad ntraprendere le opportune azioni nelle sedi appropriate.
Allora. che si vuole fare? Rassegnarsi e fare come Alimarche reclama il diritto di fare? (diritto che peraltro nessuno gli ha mai negato). Allora non lamentiamoci. specie con manifesti del tipo prodotto da Alimarche. Facciamoci ognuno il nostro piccolo nido, gettiamo a terra e grattiamo chiunque si ritenga voglia insidiarlo. anche se solo ne parla ma non chiediamo scuse. suvvia!
Valdimiro Rossi
"Diamo vita alla Federazione
che avevamo creato nel '49"
Né ha fatto qualcosa l'Aero Club. organo italiano "periferico" della F.A.I. (sarebbe anche utile sapere cosa hanno tatto le altre
E allora. cosa fare'.'
Che ci sia una gran voglia di Federazione è fin troppo chiaro. L'A.N.P.d'l. può vantare. a ragione. la primogenitura in quanto. come è noto. prima di assumere l'attuale denominazione. nel 1949 si chiamò FIPS (Federazione Italiana Paracadutismo Sportivo).
E' pur vero. però. che quale Federazione riconosciuta dal CONI) non ha mai operato: anzi. sembra quasi abbia voluto lasciare ad altri la cura dell'attività prettamente sportiva tanto da affermare (art. 4 Statuto) che è l'unico Ente che cura e disciplina tutta l'attività paracadutistica civile avente interesse militare. Ho detto "sembra" in quanto di attività sportiva ne ha sempre fatta e con ottuni risultati sia in Italia che all'Estero.
Fatto sta che la delega della F.A.I. la ottenne Aero Club.
Sorge spontanea la domanda: forse l'Aero 'Club rappresenta tutto il paracadutismo sportivo? La risposta è negativa; anzi, non o rappresenta neppure al 50 per cento. Dopo Seul. è vero, sembrava cosa fatta! Concordo perfettamente su quanto Valdimiro Rossi ha egregiamente spiegato in merito alle varie fasi per il riconoscimento dello sport olimpico che, per essere tale. deve essere rappresentato da una Federazione riconosciuta dal Comitato Olimpico Nazionale ed Internazionale.
In tal senso il mio pensiero è stato espresso più volte nelle varie sedi nazionali: facciamo la Federazione.
Che non resti però un atto formale!
Una Federazione ha ragione d'essere se è espressione di generale volontà dei praticanti la disciplina sportiva, di quella base che deve, necessariamente, costituirsi in Associazioni sportive o Enti di promozione sportiva che, aventi tutti le stesse finalità si riconoscano in un organismo di
vertice. Nel '95 è nata la F.I.PA.S. a cui è stata invitata, un po' maldestramente. l'A.N.P.d'I. che ha espresso parere favorevole autorizzando le Scuole a farne parte. Secondo me non basta: ribadisco quanto già proposto in Consiglio Nazionale ed in Assemblea: ciascuna Sezione A.N.P.d'I. dovrebbe costituire. al suo interno. Un Associazione sportiva multidisciplinare da denominarsi "Centro Sportivo Sezione A.N.P.d'l. di..." (e questo anche in sintonia con lo Statuto).
L'attività prevalente sarà il paracadutismo tua non verrà precluso qualunque altro sport.
In questo modo si potranno costituire i vari Comitati (Comunali, Provinciali. Regionali ecc.) della Federazione che avrà valenza da poter avanzare le richieste di riconoscimento al CONI. Con ciò non si deve paventare l'abbandono dell'Associazione d'Arnia che è - e deve restare - il terreno cementante di qualunque nostro operare: spetta a noi questo onere di mantenere, divulgare, rafforzare e tramandare i nostri valori. Non è la prima volta che Un giovane. inizialmente "distante- dai nostri valori li abbia fatti propri dopo aver frequentato le nostre Sezioni. È evidente che costituire una Associazione sportiva significa trovare uomini disposti a lavorare per puro spirito ed "imperturbabilità olimpica". affrancati da interessi.. para-commerciali: la difficoltà è proprio lì ma. questa. è... altra cosa!
Antonio Marras
Ancora no
Tino Gianbattista Colombo
348 2284969347 4218356-----
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From: "Jean-Marc BADAN" <jmb@fai.org>To: <aviation-press@fai.org>; "FAI Executive Board" <executiveboard@fai.org>; <fai-news@fai.org>; "IPC, Information"<ipc-info-l@fai.org>; <IPC-bureau-l@fai.org>; <nac-active@fai.org>; <nac-associate@fai.org>; <nac-temporary@fai.org>;<presidents-honour@fai.org>
Sent: Tuesday, September 03, 2002 10:52 AM
Subject: Sport Parachuting and the Olympic Programme>
During its meeting held on 29 August 2002, the International Olympic>
Committee (IOC) Executive Board discussed the Olympic programme for the>
future Games of the Olympiad, specifically the Games of the XXIX>
Olympiad in 2008 in Beijing. Following the recommendations of the> Olympic Programme Commission, the IOC Executive Board decided not to> admit parachuting to the Programme of Beijing 2008. While very> disappointed, the FAI thanks the IOC for its clear statements of the> arguments leading to this decision, which will be helpful for the> further development of parachuting and indeed all Air Sports.>>> Full texts and Internet links available below.>
Original text available in MS-Word format at :>
http://www.fai.org/press_releases/2002/030902_para_og_e.doc / French> version : http://www.fai.org/press_releases/2002/030902_para_jo_f.doc> HTML text available at :> http://www.fai.org/news_archives/fai/000127.asp#000127>>>
Jean-Marc BADAN> Promotional Manager>> Fédération Aéronautique Internationale>
Avenue Mon-Repos 24> CH-1005 LAUSANNE> Switzerland>>
FAI - The World Air Sports Federation>
Tel: +41 21 345 1070> Fax: +41 21 345 1077>
Email: jmb@fai.org> Website : http://www.fai.org/>>>
CLEAR RECOMMANDATIONS OF THE OLYMPIC PROGRAMME COMMISSION>
Only golf and rugby were recommended for admission to the Olympic> programme. The Commission recommended rejecting the applications of 14>
other candidate sports, amongst them parachuting, to enter the Programme> of the Games of the XXIX Olympiad in Beijing, 2008. The Olympic> Programme Commission pointed out that any changes in the structure of> the Olympic Programme should result in increased value and appeal of the> Olympic Games, that global public and media interest should be> considered as key elements in the analyses of sports, and that sports> should give special emphasis to youth and development. Taking into> consideration statistics on federation affiliation, number of nations> competing in major events, and broadcast and press coverage, the> Commission estimated that most sports bidding to enter the Games would> not bring a higher level of global participation and interest than> sports currently on the Programme. However, by interpreting Rule 52,> Paragraph 4.2 of the Olympic Charter ('.events in which performance> depends essentially on mechanical propulsion are not acceptable') as not> applying when mechanical propulsion is used purely as technical support> for the competition in areas unrelated to the sporting performance> itself, the IOC left the door open for future bids by air sports such as> parachuting.>> FUTURE OF AIR SPORTS IN THE INTERNATIONAL ARENA> Although the third attempt by Sport Parachuting to become an Olympic> sport has proved unsuccessful, FAI will continue to seek to develop Air> Sports worldwide, aiming to render them more popular and attractive to> the media. Among other projects, FAI is currently working on the 7th> World Games 2005 Duisburg, the 3rd FAI World Air Games planned to be> held in 2005, and FAI's 100th Anniversary in 2005. After a thorough> review, FAI - an IOC Recognised Federation - will consider whether to> submit further bids for parachuting, gliding, hang-gliding and> paragliding to be included in future Olympic Games.>> SPORT PARACHUTING AT THE 7th WORLD GAMES 2005 DUISBURG> As a proof of the major role played by air sports in the international> arena, the IWGA (International World Games Association) Executive> Committee recently confirmed that parachuting would be one of the main> attractions of the 7th World Games to be held from 14 to 24 July 2005 in> Duisburg (GER). For its third participation in the World Games, the> parachuting programme will consist of at least four disciplines : Men's> and Women's Freestyle Skydiving, Mixed Accuracy Landing and Mixed> Formation Skydiving. The inclusion of a fifth discipline - Canopy> Piloting - has been accepted in principle by the IWGA - Executive> Committee, subject to approval by the FAI Parachuting Commission in> February 2003.>> Lausanne, 3 September 2002>>
For further information :
http://www.fai.org/ / http://www.olympic.org/ /> http://www.worldgames-iwga.org/>>>> _______________________________________________________________________> This is a News release from the Fédération Aéronautique Internationale:>
FAI - The World Air Sports Federation.>>
FAI on the Web : http://www.fai.org/>>
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